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E’ una Fiorentina entusiasta quella che esce dal Franchi di Firenze alle 22.40 di domenica sera, una squadra capace di battere un’Inter quantomeno stanca e sottotono ad onor del vero, eppure obbligata a vincere davanti al proprio pubblico che ancora non aveva gustato, in questo campionato, il gol casalingo. Una vittoria che serviva “come il pane” alla squadra gigliata che adesso avrà ben due settimane per ricomporre i ranghi, fare “mente locale” sul momento, preparare la gara interna contro la Lazio di Pioli e, magari, recuperare anche qualche pezzo da novanta al momento stipato in infermeria.

MARIN, GOMEZ E TUTTI GLI ALTRI Tanti i giocatori alla presa con la riabilitazione, senza stare a toccare Giuseppe Rossi, per il quale si parla di un ritorno praticamente nel 2015, i prossimi rientranti potrebbero, e dovrebbero, essere Joaquin, ripresosi dall’affaticamento muscolare, Mario Gomez, la prognosi di 20/30 giorni sarebbe quindi rispettata (con buona pace del passato burrascoso), e Marko Marin, mentre ci sarà ancora da aspettare per rivedere in campo Micah Richards, bloccatosi nella trasferta di Torino contro i “cugini granata”. Se per l’ala spagnola non c’è molta fretta, ne tanto frastuono mediatico nel rivederlo calcare il campo del Franchi, lo stesso non può essere detto per i due nazionali teutonici, Gomez e Marin sono infatti due oggetti del desiderio del tifo gigliato vogliosissimo di vederli scendere in campo con addosso la casacca della Fiorentina. Proprio il giovane folletto proveniente dal Chelsea potrebbe risultare il vero acquisto della stagione stando al modulo con cui Montella sta schierando la propria squadra, quel 4-3-2-1 con pochissimi punti di riferimento là davanti, Babacar è un gigante atipico in tal senso, un vero e proprio “re degli assist” capace di cucire il gioco tra i due reparti che riempirebbe quel “buco” lasciato, ad ora, scoperto da un Ilicic capace di colpire sono in Europa League. Per Mario Gomez il discorso è diverso, Firenze si è messa l’anima in pace, il tedesco non deve essere caricato di aspettative e la recente esplosione di Babacar si è tramutata in un deterrente eccellente capace di distogliere le attenzioni del popolo viola dalle sorti del “Marione fiorentino”.

I SOSTITUTI SI FANNO VALERE Nelle difficoltà comunque la Fiorentina dimostra di possedere il carattere della grande squadra, senza i suoi big Montella è riuscito a responsabilizzare i giovani, Baba&Berna, solidificando al massimo il reparto difensivo facendo digerire a Neto e Tatarusanu la sfida per il posto da titolare giostrandoli a dovere tra impegni di campionato e di coppa. Proprio il doppio impegno sta diventando, piano piano, occasione di crescita e non “spreco di energie” come molti altri additano la seconda competizione continentale, alla base c’è una struttura di squadra importante dovuta soprattutto agli innesti dei giovani di ritorno dai prestiti che hanno garantito un mercato di livello notevole, e di prospettiva, a costo 0 (Marcos Alonso è uno di questi). Lo spogliatoio viola sembra poi tutt’altro che una polveriera, il gruppo formato dall’ideologia di calcio voluta da Montella, coadiuvato dai dirigenti Pradè e Macia, non dovrebbe rendere poi difficoltoso il reintegro delle forze dall’infermeria anzi, è prevedibile un ritorno dei suddetti in maniera “soft” in modo da centellinarli onde evitare ricadute che non farebbero altro che male alla squadra dei Della Valle. La quadratura del cerchio avverrà del tutto ad autunno inoltrato, quando all’impegno europeo si affiancherà quello di Tim Cup, per molte formazioni sarà la goccia che farà “traboccare il vaso”, per la Fiorentina lo spazio giusto e necessario per dare modo a tutti di accumulare minutaggio e far “ruotare” la squadra.

Stefano Mastini
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