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Roy Keane è sempre stato un uomo di poche parole e di tanti fatti: centrocampista spigoloso e battagliero, molto spesso si è ritrovato invischiato in situazioni e scontri fisici non sempre pacati per via anche di un carattere davvero controverso e duro. Esempio lampante abbastanza recente: il mancato saluto a José Mourinho dopo Chelsea-Aston Villa.

Keane ha parlato diffusamente di sé stesso nella sua autobiografia, dove rivela tra le altre cose il perché dell’addio al Manchester United parlando anche di una rissa con l’ex portiere dei Red Devils Peter Schmeichel. Ecco alcuni spezzoni del Keane-pensiero, ripresi da Gianlucadimarzio.com: “Ebbi un’animata discussione con Carlos Queiroz (vice di Ferguson al Manchester United, ndr) che mi accusò di mancanza di lealtà. Dissi “Carlos, parli a me di lealtà? Tu che hai lasciato la squadra dopo 12 mesi per andare al Real Madrid. Io avrei potuto andare al Bayern Monaco e alla Juventus ma non l’ho fatto”. Intervenne Ferguson, dicendo “Sono stanco di voi”. Presi 5000 sterline di multa. Pochi giorni dopo cercai di ricucire il rapporto. Sapevo che la mia storia con lo United era finita ma chiesi comunque scusa. Tornando indietro non lo rifarei, volevo scusarmi per quello che era successo ma non per quello che avevo fatto. Nel 1998 ci fu uno scontro fisico tra me e Schmeichel. Ero appena tornato da un infortunio, abbiamo avuto un faccia a faccia degenerato in rissa. Avevamo bevuto qualcosa di troppo, il giorno dopo avevo male alla mano e un dito girato all’indietro. Peter si presentò dai giornalisti con gli occhiali da sole. Aveva un occhio nero, tutti si domandarono il perché…

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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