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muriel

Velocità, tecnica, dribbling e senso del gol. Sono queste le caratteristiche che ogni attaccante, o seconda punta che si rispetti, dovrebbe avere. Le stesse caratteristiche che dipingono al meglio la figura di Luis Fernando Muriel Fruto, ventitreenne da sempre considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico mondiale tanto da essere paragonato a Ronaldo, il Fenomeno.

LE ORIGINI E LA FAMIGLIA POZZO –  Muriel muove i primi passi da calciatore nelle giovanili dell’Atletico Junior. Nel 2010 viene acquistato dal Deportivo Cali, società militante nel campionato colombiano, con la quale totalizza, tra il 2008 ed il 2010, 9 gol in 11 presenze. Le sue buone prestazione intrigano la famiglia Pozzo, da sempre attiva nello scovare giovani talenti, che decide di acquistarlo, per conto dell’Udinese, nel Giugno 2010 per un costo pari a 1,5 milioni di euro. Nella stessa estate, vista la presenza in rosa dei vari Di Natale, Floro Flores, Corradi, Denis e Sanchez, la squadra friulana decide di prestare Muriel al Granada, società anch’essa di proprietà dalla famiglia Pozzo, con la quale raggranella 7 presenze conquistando la promozione in Liga BBVA, la massima serie spagnola.

IL RITORNO IN ITALIA –  La promozione in Liga BBVA coincide col ritorno in Italia, col Lecce che acquista Muriel in prestito, ancora dall’Udinese. Il sole della Puglia matura ulteriormente Muriel che realizza 7 gol in 29 presenze contribuendo, in maniera importante, alla salvezza dei giallorossi. L’anno dopo l’Udinese decide di puntare sull’attaccante colombiano integrandolo alla prima squadra. Muriel non delude le aspettative facendo conoscere tutto il suo potenziale; alla fine della stagione è il secondo miglior marcatore dopo Antonio Di Natale, totalizzando 11 gol in 22 presenze.

GLI INFORTUNI E IL RAPPORTO COL CIBO – La vita calcistica di Muriel non è solo fatta di gioie e prodezze, ma anche di debolezze, fisiche e di gola. Negli ultimi anni l’attaccante colombiano troppo spesso è stato vittima di infortuni che ne hanno limitato il rendimento. Facendo qualche calcolo, tra il 2012 ed il 2014, Muriel è stato fermo addirittura per circa 10 mesi, forse un pò troppi per un calciatore giovane di 23 anni. Per certi aspetti, l’attaccante ricorda molto Alexandre Pato, il giovane di belle speranze ex Milan che ha visto svanire ben presto i suoi sogni di gloria per via dei suoi fragili muscoli.

Se agli infortuni non è, purtroppo, sempre possibile porre rimedio, Muriel potrebbe, o meglio ancora dovrebbe, migliorare il proprio regime alimentare. Molti sono infatti gli allenatori che in passato hanno sottolineato in comportamento poco sano che l’attaccante assume a tavola. “Mi raccomando, non andare a mangiare a casa di Cuadrado”, gli disse Di Francesco ai tempi di Lecce, facendo notare come Muriel avesse qualche chilo di troppo da perdere. Serse Cosmi, suo allenatore ancora al Lecce, in una vecchia intervista, dichiarò di aver beccato Muriel mangiare di nascosto in macchina prima di un imminente allenamento. Infine Guidolin che, nel luglio 2013, all’avvio del ritiro dell’Udinese, rispose seccato ai giornalisti presenti in sala stampa che gli chiesero di Muriel esclamando:“Prima di parlare con me deve perdere cinque chili”.

IL FUTURO – Per rimanere in tema, Muriel è comunque uno degli attaccanti più appetiti del panorama europeo. Sono già molte le squadre, tra cui Juventus, Milan, Napoli e Liverpool, ad essersi mosse per accaparrarsi le sua gesta tecniche. L’Udinese, al momento, non sembra però intenzionata a cedere il proprio calciatore perchè sicura d’una sua definitiva consacrazione in tempi brevi. La stessa sicurezza che ostentano chi vive quotidianamente di calcio:“Muriel è destinato ad esplodere: è giovane e ha grandissime qualità”, ha dichiarato Cagni in una recente intervista. Dello stesso parere è Pierpaolo Marino, direttore generale dell’Atalanta, che recentemente si è così espresso:“L’Udinese non farebbe l’errore di trattenere un giocatore che non ha futuro. Se ha resistito a tutti i tentativi che questa estate hanno ‘importunato’ Muriel, vuol dire che questo è per forza di cose l’anno buono. E’ un giocatore di grandissime qualità, è innegabile, e se dovesse fallire sarebbe una sconfitta per lui”. Lo stesso Muriel si dice sicuro e convinto delle sue qualità:“Io eterna promessa? Non sento pressione, per me è una motivazione in più per dimostrare quello che sono, spero di riuscirci quest’anno. Ho cambiato tante cose nella mia vita, sto bene, sono migliorato. Col lavoro vengono anche i risultati”.

Dunque, a quanto pare, c’è bisogno solo d’aspettare e capire quando questo straordinario talento diverrà una vera e propria stella. Col benestare della famiglia Pozzo, che con tutta probabilità venderà Muriel incassando l’ennesima plusvalenza, e con la speranza, magari, di veder il suo astro brillare ancora per una squadra italiana.

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