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Juan Sebastian Veron, a soli cinque mesi dal suo addio al calcio giocato, è stato eletto presidente dell’Estudiantes con più del 75% dei voti. La squadra della sua vita con la quale ha vinto tutto, come suo padre protagonista della Coppa Intercontinentale del 1968, ha scelto lui per ripartire e l’ex Lazio ha spiegato così dopo la vittoria su Lombardi, candidato sconfitto per la presidenza, il suo programma:

Lo sport argentino ha sempre funzionato in modo paternalista: il presidente decide tutto, gli altri obbediscono. Io appartengo a una generazione di atleti che ha vissuto molto all’estero, e siccome siamo amici fra noi ne parliamo: Ginobili e Scola nel basket, Pichot nel rugby, io e altri nel calcio. Vogliamo cambiare, portare le nostre esperienze europee e americane. Vogliamo introdurre il lavoro di squadra, perché da solo nessuno combina più nulla di buono. In Argentina una società sportiva è molto più di una squadra per cui tifare. È il luogo in cui vai con tuo padre, tuo fratello, i tuoi amici, insomma è una famiglia allargata. È una parte importante della vita sociale di ogni tifoso, l’estensione del cortile di casa e in questi anni di crisi è stata l’unica l’istituzione nella quale far crescere tranquillamente i bambini. Io li vedo arrivare al pomeriggio, magari dopo due ore di camminata fatta per raggiungere il centro sportivo, magari senza aver mangiato dopo scuola, magari scappati da casa perché papà e mamma non stanno più assieme ma non hanno il denaro per separarsi, e qualcuno diventa violento. Ecco, il mio Estudiantes deve proporsi come genitore, allenatore, psicologo: deve essere una rete di protezione”.

L’ex giocatore di Samp, Parma, Lazio e Inter ha un suo modello: “Mi porto dietro l’esempio di Moratti, non era solo quello che ci metteva i soldi, ma aveva una grande passione per l’Inter. Quando ha venduto a Thohir mi è dispiaciuto molto, aveva un grande amore per la maglia, per i colori e per l’Inter. Presidenti come Cragnotti e Tanzi non mi avevano dato quest’idea, di un legame forte e sempre in crescita con la società”. Queste le parole alla GdS, dove ha anche espresso un parere sull’attuale Serie A: Credo che la Juve sia ancora sopra a tutte, e il merito è di Tevez, fa la differenza. Sta giocando ad altissimi livelli e credo che non tarderà a essere richiamato in Nazionale”.