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morris carrozzieri

Maurice. Questo sarebbe dovuto essere il vero nome proprio di Moris Carrozzieri. Purtroppo per lui (e per i suoi genitori), l’anagrafe della sua città natale Giulianova commise un errore abbastanza pacchiano nella trascrizione del nome. Forse fu quello il primo passo falso di una vita che sembrava aver preso una bella svolta, ma che poi ha visto la monoposto di Carrozzieri sbandare e sbattere svariate volte contro i guardrails. Un percorso calcistico con delle buche forse grosse ma che il ragazzo ha reso voragini senza fine. E il primo posto svanisce dopo un lungo inseguimento.

Gli inizi di Moris Carrozzieri

Moris Carrozzieri nasce nel 1980, come detto a Giulianova. Fin da piccolo non frena la sua passione per il calcio e cresce pian piano tra le fila del Castel Di Sangro. Già all’epoca si guadagna il soprannome di “Carro”, un nomignolo dovuto all’abbreviazione del suo cognome ma anche alla notevole stazza e forza fisica del ragazzo (1,92 x 90 kg sarà il suo peso tipo). Nel 1998 il Bari decide di prelevarlo e portarlo il squadra. Dopo un anno senza presenze, però, Carrozzieri verrà ceduto in prestito prima alla Fidelis Andria, dove trova le prime presenze e i primi gol della carriera, e poi proprio al Giulianova, la squadra della sua città.

Nel 2000 torna al Bari ma in Puglia non sembrano assolutamente disposti a credere in lui: di nuovo 0 partite giocate e nuovo prestito al Martina Franca, dove invece ne gioca 4 per mezza stagione. Pare evidente comunque che all’ombra del San Nicola non c’è posto per Carrozzieri, che così viene ceduto in maniera definitiva al Teramo. Ed è proprio qui che, finalmente, il ragazzo può dare sfoggio delle sue qualità come difensore: in 39 presenze Carrozzieri mette a segno 5 gol, risultando uno dei punti fermi della squadra.

L’esordio in serie A

Arriva così, dopo un ottimo anno, la grande opportunità: la Sampdoria, infatti, decide di acquistarlo e lo porta direttamente in Serie A. Ovviamente Carrozzieri non parte da titolare, ma Novellino sembra vedere qualcosa di positivo in lui, specialmente dal punto di vista fisico e agonistico. E’ per questo che, ad un certo punto della stagione, a Carrozzieri viene concesso l’esordio contro l’Inter a San Siro. Il robusto difensore si comporta egregiamente e la gara termina 0-0. Il ragazzo è tra i migliori in campo e Novellino non gli negherà sempre maggiori presenze nel corso della stagione. La prima avventura nel calcio che conta scorre così senza intoppi per il centrale difensivo, che si guadagna sul campo la conferma alla Sampdoria.

Nella seconda stagione, però, Carrozzieri si vede scavalcato da altri compagni di reparto per via di prestazioni non proprio esaltanti e, per questo, nel 2005 è costretto a compiere un passo indietro trasferendosi ad Arezzo. Con 2 reti in 35 gare Carrozzieri contribuisce all’ottimo 7° posto della squadra di Gustinetti, dimostrandosi pronto per ritornare a giocare in Serie A da protagonista.

Il ritorno e lo scandalo Calcioscommesse

Purtroppo con il ritorno in A arrivano anche i primi guai: Carrozzieri viene infatti coinvolto, anche se in misura minore, nell’ambito dello scandalo Calcioscommesse per alcuni fatti risalenti all’Ottobre dell’anno precedente. Insieme al compagno di squadra (e di sventure) Francesco Flachi (stella cadente d’annata) viene così squalificato per due mesi. Fa ricorso ma la pena resta inalterata. Nonostante la caduta “di stile”, Carrozzieri dopo la squalifica torna a giocare, stavolta per una squadra diversa: con l’Atalanta colleziona 19 presenze e 3 gol che contribuiscono alla salvezza del club.

Nel club bergamasco Il Carro resterà fino al 2008, anno in cui è il Palermo a prelevarlo. La prima stagione di Carrozzieri in rosanero è incredibile: il gigante diventa subito un punto di riferimento per squadra e tifosi e le sue prestazioni sono eccelse. Il centrale evidenzia grande talento, ovviamente, soprattutto nel gioco aereo e nella marcatura fisica, qualità nella quale è quasi insuperabile. A Palermo sono convinti di aver trovare un difensore di primissimo livello.

La positività al controllo anti-doping

Sfortunatamente però la carriera di Carrozzieri subisce un altro brusco stop, stavolta per motivi decisamente più seri: il 23 Aprile 2009 risulta positivo alla benzoilecgonina (metabolita della cocaina) dopo un controllo anti-doping successivo alla partita Palermo-Torino (1-0) del 5 Aprile precedente. Inevitabile la squalifica di 2 anni. Carrozzieri fu tra l’altro il primo calciatore ad essere squalificato dal CONI con un test mirato. Durante la pausa Carrozzieri si allena da solo per non perdere la forma. Sporadicamente lavora con la squadra di Quelli Che Il Calcio E..., noto programma televisivo.

Nonostante la squalifica, il Palermo decide di tenerlo anche per cercare di dargli una mano dal punto di vista personale. Lo stesso club rosanero lo riaccoglie in campo nel finale di campionato del 2011 e Carrozzieri giocherà anche qualche minuto della Finale di Coppa Italia contro l’Inter.

L’arrivo al Lecce

Dopo 3 anni (di cui 2 praticamente da fermo) però è arrivato il momento di dare l’addio alla Sicilia. Nell’estate successiva Carrozzieri passa così al Lecce firmando un contratto annuale. La stagione inizia subito male con un infortunio nella sconfitta 0-2 contro il Crotone che lo terrà lontano dal campo per qualche mese. A Settembre viene poi multato di 1500 euro e squalificato per 10 giorni per violazione dell’obbligo di offrire adempimento alle prescrizioni contenute nel Lodo arbitrale del 16 ottobre 2007, risalente ai tempi dell’Atalanta. Finalmente riesce a tornare in campo ma a Novembre si fa male nuovamente. Sembra ormai evidente che Carrozzieri sia ormai provato anche fisicamente e che non possa più garantire prestazioni di livello ottimale. La stagione si conclude con la retrocessione della squadra e lo svincolo per il giocatore. Sarà la sua ultima stagione in Serie A.

Le ultime stagioni di Carrozzieri

L’anno successivo Carrozzieri si accasa al Varese, dove gioca 14 gare. Purtroppo per lui il club non ha però intenzione di esercitare l’eventuale clausola per il secondo anno presente nel suo contratto e, di fatto, gli chiude le porte in faccia. Quella al Varese risulta essere l’ultima stagione tra i professionisti per Carrozzieri, che a quel punto compie una scelta di cuore: tornare nella sua Giulianova.

Andrà male anche lì: giocherà solo due partite, e in una di queste si farà espellere. Il canto del cigno lo vede trasferirsi al Bellante in Terza Categoria. Qui Carrozzieri gioca (e segna, visto che ha cambiato ruolo e adesso fa l’attaccante) ma i bei tempi sono ormai andati. Se si potesse creare una squadra composta da giocatori italiani che hanno rovinato sé stessi cacciandosi nei guai, Carrozzieri sarebbe sicuramente in rosa e battaglierebbe per un posto da titolare. Il Carro si è fermato, divenendo ormai obsoleto. E, ancora una volta, qualcuno da qualche parte esclamerà: “un vero peccato”.

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