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kasami

Dal Grasshoppers all’Olympiakos in sette anni da giramondo: la storia di Pajtim Kasami è fatta di corsi e ricorsi, querelle contrattuali e gol impressionati, a plasmare una carriera con fin troppe sfumature per un giocatore di soli 22 anni. Il suo ultimo “blitz” è stato il gol che ad Atene ha regalato all’Olympiakos la vittoria contro la Juventus, ma andiamo a scavare più a fondo nel passato del giocatore Svizzero che ha giocato in Italia con “due squadre e mezzo”.

DNA DA TOP PLAYER- Gli inizi nelle giovanili del Grasshoppers furono a dir poco esplosivi, con il giovane adocchiato da tantissimi esperti osservatori del calcio svizzero. Il primo passo verso il calcio che conta è dunque abbastanza ampio, con il trasferimento in Inghilterra ai Reds del Liverpool. Dopo varie vicissitudini di cui avremo modo di parlare, Kasami esordisce da professionista con il Bellinzona grazie ad un pizzico di Italia: il suo allenatore è infatti il “fenomeno” Alberto Cavasin, il quale però viene esonerato dopo appena due giornate. Lo svizzero continua la sua esperienza nel Ticino, diventando titolare e realizzando due reti nelle dieci partite giocate da titolare. Dopo l’esperienza con Cavasin, Kasami sembrava essere destinato ad avere l’Italia nel suo futuro: arriva infatti nel 2010 a Palermo, alla corte di Zamparini. In Sicilia si farà notare specialmente in Europa League, ma riuscirà ad accumulare anche 16 presenze in Serie A facendo da vice ad un giocatore dall’infinita esperienza come Liverani. L’anno in rosanero non bastò però a confermarlo e, nonostante il contratto quinquennale, Kasami era a fine stagione nuovamente con le valigie in mano. “Prossima fermata, Londra“, destinazione Craven Cottage. Al Fulham Kasami vive due stagioni travagliate, con sole 9 presenze e nessun gol. A segnare la sua esperienza, tra le altre cose, un rigore sbagliato in un match di Carling Cup: oltre al disappunto, anche una multa per lui, che volle tirare pur non essendo il battitore designato. Ad un punto in cui il suo morale era completamente a terra, continuano per lui i corsi e i ricorsi che ne caratterizzano la carriera, con un rivitalizzante ritorno in patria al Lucerna per poi rientrare a Londra rinfrancato ed rinvigorito da un nuovo spirito combattivo che gli permette di essere titolare in Premier nonostante una stagione chiusa con la retrocessione. Si viaggia ancora dunque: si vola in Grecia e non per le vacanze. L’Olympiakos punta tanto su di lui e l’ex meteora del Palermo vuole ricambiare la fiducia. Nelle competizioni internazionali ha sempre dato il meglio di sé e, nella notte in cui i greci hanno affrontato i bianconeri della Juventus, tutti sappiamo come è andata a finire…

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DANNATA BUROCRAZIA!- Nella lunga e tortuosa carriera di Kasami, seppur il giocatore sia classe  ’92, emergono due aneddoti tutti italiani che hanno sicuramente influenzato il suo percorso nel nostro campionato. Il primo riguarda il suo trasferimento alla Lazio, perfezionato quando ancora militava nelle giovanili del Liverpool. Kasami, però, non ebbe mai l’occasione di farsi notare in maglia biancoceleste, per il semplice fatto di non aver mai avuto l’autorizzazione a poter scendere in campo, nè con la prima squadra nè tanto meno con le giovanili. Questo perchè la FIGC non diede mai il via libera ad un suo impiego a causa del mancato pagamento del “premio preparazione” dovuto alla sua prima squadra, il Grasshoppers, previsto tra le clausole del contratto. Burocrazia, portami via…e Kasami non potè mai giocare. Il destino volle, però, che ad allenare quella Lazio era Delio Rossi, che notò le sue qualità e non esitò a chiamarlo con sé quando nel 2010 sedeva sulla panchina del Palermo, per la serie “corsi e ricorsi”. Il secondo “caso” si ebbe nel 2103: prima di passare al Lucerna, era praticamente fatto il suo trasferimento al Pescara. A far saltare tutto fu però la connessione internet dell ATAhotel Executive di Milano, la cui assenza non permise il trasferimento dei documenti entro la scadenza del limite prefisso per il termine del calciomercato. Ancora una volta l’Italia sulla sua strada, ma l’ennesimo imprevisto lo porta su altri lidi.

CONIGLIO DAL CILINDRO- Per concludere il nostro viaggio nella carriera del giocatore svizzero, proviamo a sottolineare ulteriormente i grandissimi alti e bassi di cui Kasami è stato protagonista. Giocatore che fa innamorare a prima vista ogni suo allenatore, tende poi nel lungo periodo ad essere escluso per una mancanza di continuità che ne influenza inevitabilmente il rendimento e di conseguenza la permanenza in una squadra. Kasami non ha lasciato il segno praticamente in nessuna delle tante squadre in cui ha giocato, ma siamo certi che, nonostante i tanti problemi, i tifosi del Fulham ricorderanno il suo nome per sempre. Perchè? Ecco una delle sue prodezze, rare ma indimenticabili. Uno di quei colpi che fanno capire il perchè il suo primo osservatore ai tempi del Grasshoppers, Alessandro Beltrami, lo descrisse come “un giocatore forte con il DNA da top player. Ha una forte professionalità e abbina quantità a qualità. È un mancino naturale che sa utilizzare molto bene anche il destro ed è bravo anche nei tiri dalla distanza. Ha grande forza e in campo è un combattente”.