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Alberto Scotta, meglio conosciuto come Panoz è sicuramente uno dei personaggi più importanti che lavora alla creazione del gioco manageriale più realistico del mondo, quel Football Manager che appassiona milioni e milioni di persone. Head researcher italiano, Panoz con la sua pagina Facebook e col suo sito mette a disposizione dei giocatori gli update ufficiali per un’esperienza di gioco ancora più intensa. 

La redazione di maidirecalcio.com ha intevistato in esclusiva Alberto Scotta, il quale ci ha spiegato le principale novità di quest’anno oltre a delle chicche che riguardano il suo vissuto nel mondo Football Manager.

 

Alberto, quando uscirà il prossimo Football Manager? “Allora, il gioco uscirà il 7 Novembre ma già oggi – 23/10/2014 – è stata rilasciata la beta per tutti quello che lo hanno acquistato in pre ordine e che quindi potranno iniziare a giocare al gioco e portarlo avanti per tutti gli anni che vogliono. Ovviamente poi, quando il 7 Novembre uscirà la versione finale, potranno scaricare la versione finale e continuare le loro partite”.

Ci farebbe piacere conoscerti meglio. Tanti ragazzi sognano di poter far parte del team di Football Manager, tu come hai fatto a lavorare questa squadra? Tutto risale a quasi vent’anni fa, era il ’95-’96. Lessi su un sito internet della Sport Interactive, all’epoca facevo la tesi in Rai ed eravamo in pochi ad avere accesso ad internet, e vidi che c’era la possibilità di applicarsi per diventare o tester o ricercatore del gioco. Mandai così una mail, mi contattarono e mi chiesero tutto sul Piacenza. Allora era molto difficile recuperare informazioni ma io avevo gli almanacchi Panini che acquistavo con mio padre, avevo una buona conoscenza del calcio e del fantacalcio, e diedi un sacco di informazioni sui giocatori del Piacenza, sullo stadio, sul Presidente e via dicendo. A loro piacqui e alla fine decisero di farmi diventare web researcher di Football Manager. Il primo Football Manager al quale ho lavorato è stato CM3, allora si chiamava Championship Manager; da li sono sempre stato io il punto di riferimento in Italia per il gioco.

Dalla mia esperienza mi sento di dare un consiglio, non su Football Manager visto per il momento ci sono ancora io – ride -, che è quello di credere nei propri sogni. Io ero appassionato del gioco e quando ho visto questa opportunità mi ci sono buttato e alla fine ce l’ho fatta. Ci vuole un pò di fortuna e tanta voglia di esserci e di crederci”. 

Quali sono le principali novità di quest’anno? “La novità più grande è dal punto di vista del campionato italiano. Per il primo anno, anche un pò ascoltando quelle che erano gli umori degli appassionati, abbiamo deciso di togliere la squadra riserve, di promuovere come seconda squadra la squadra primavera e di mettere la squadra allievi. Chi allenerà in Italia avrà quindi la possibilità di gestire tre squadre che non saranno più prima squadra, squadra riserve e primavera ma prima squadra, primavera e squadra allievi. Tra l’altro, per quasi tutte le squadre, siamo riusciti anche a raccogliere i dati dei veri giocatori che popolano le rose delle squadre allievi. In principio la squadra riverse era utile in quanto si inserivano in essa quei giocatori in comproprietà o che non giocavano. Ciò non era comunque realistico e siccome volevamo un gioco che fosse il più realistico possibile alla fine abbiam deciso di mettere l’opzione indisponibili per la prima squadra e di avere la squadra allievi. Ci sono poi tante altre novità mostrate da Miles Jacobson – direttore dello studio di Sports Interactive – nei video di queste settimane. Io alla beta ci ho giocato veramente poco pur avendola avuta a disposizione dall’inizio, ma lavorando sulla ricerca il tempo che ho avuto per visionare le novità non è stato tanto. Una delle cose che mi affascina è il fatto che abbiano usato la motion capture che consente ai giocatori dei movimenti più realistici”.

Quali sono i passi che vengono seguiti per la creazione del gioco? “C’è una scaletta che viene fatta in grandi linee da Londra e che viene quindi inviata ai vari ricercatori e web reseacher in giro per l’Europa e per il mondo. Il gioco poi internamente lo si gestisce un pò come uno vuole. Noi ormai facciamo la ricerca da anni, è dal ’97 che io faccio la ricerca per il campionato italiano e ogni anno si cerca di migliorare. Attualmente siamo circa 470 persone, quelli che lavorano effettivamente alla ricerca sono 100/150 e quelle proprio che fanno tanto e tantissimo, sono una cinquantina. La struttura si compone di due parti: la prima parte è quella di compilazione di tutte le carriere dei giocatori dell’anno scorso, dalla Serie A alla Serie D. Dopo questo vengono stabiliti i regimi, internamente dal gruppo di ricercatori, i valori di CA16, current ability, per i primi sedici giocatori più forti di ogni squadra per far si che i valori siano bilanciati, per cui i giocatori della Juve saranno sicuramente più elevati di quelli del Sassuolo, tanto per fare un esempio. Questo valore viene dato ai vari caposquadra delle varie squadre, che seguono i vari campionati professionistici italiani, e ogni caposquadra deve avere a che fare con questi valori. Da una parte ha il valore che è la media  di questi sedici e dall’altra ha un file, è un editor, nel quale deve andare a modificare sia il valore della current ability di ciascun giocatore che i diversi valori, che sono poi all’interno di ciascun giocatore nei vari attributi, quindi il dribbling, la velocità, il passaggio e via dicendo. Ognuno di questi attributi ha poi un peso nel calcolo di un giocatore; ovviamente per un attaccante il valore del tiro in porta avrà un peso molto più alto che per un difensore. Si utilizza poi un algoritmo che calcola un valore, che si chiama si RCARecommended Current Ability, che sistema da a quel giocatore a seconda degli attributi che si sono inseriti. Questo RCA deve essere uguale alla CA che poi è stata preimpostata. Faccio un esempio: se nel caso di Llorente si inserisce un valore di CA pari a 170, e si mette poi un valore di tiro in porta, tiro da lontano, di dribbling parecchio alti e vien fuori una a RCA pari a 160. Siccome i due valori differiscono, bisogna poi lavorare sugli attributi ed abbassarli per far si che l’RCA scenda a 160 come la CA. Fatto ciò, tutti i caposquadra mi inviano questi file, io li riporto nel database generale e li rispedisco a Londra con alcuni dei trasferimenti che devono arrivare dall’estero. Quindi tutti i giocatori che sono all’estero e che arrivano nel campionato italiano vengono richiesti da me ai vari ricercatori. Il database ritorna in Italia e a questo punto inizia la seconda parte. Nella seconda parte non tocchiamo più di tanto i valori degli attributi dei giocatori, ma andiamo ad inserire tutti i trasferimenti. I trasferimenti che quest’anno abbiamo applicato solo sul database italiano sono più di 18000. Il database italiano supera quest’anno le 70000 voci tra giocatori, gente che è libera ma che ha la nazionalità italiana e staff. Finiti i trasferimenti iniziano una serie di control test, che sono dei test che coinvolgono non una squadra in particolare ma che vengono effettuati in maniera incrociata, a tappeto e che vengono fatti su varie cose. Ad esempio possono essere sistemate le informazioni sugli stadi, degli arbitri, delle squadre, della reputazione delle squadre, dei giovani, del budget delle squadre e via dicendo. Ci sono in tutto una cinquantina di test incrociati. Essendo il tutto un database online, la cosa più difficile è riuscire a sincronizzare tutte questi dati in maniera tale che tutti possano lavorare e dare una mano. Bisogna lavorare molto bene a livello di planning altrimenti si rischia di tener fermo qualcuno. 

Ci sai dire qualcosa riguardo le tattiche? Negli anni c’è stato un notevole miglioramento riguardo queste ultime. Che tipo di lavoro c’è dietro? “La parte d’evoluzione tattiche avviene soprattutto da Londra, dove Miles Jacobson ha un canale preferenziale soprattutto col Watford, che è da sempre la sua squadra ed in più è anche sponsorizzata Football Manager. Va a seguire gli allenamenti, non solo del Watford, e cerca ogni anno di far tornare nel gioco quelle che sono le tattiche. Da questo punto di vista l’unica cosa che ci compete è quella di andare nelle varie schede dei giocatori ed inserire quelle che poi sono le tattiche preferite, tattica offensiva e tattica difensiva, in modo tale che quando si gioca contro l’avversario artificiale l’allenatore si schieri come il suo modulo tattico classico”.

Come avviene lo scouting in Italia? I giovani, ad esempio, vengono osservati da vicino? Sui giovani abbiamo principalmente due ragazzi che da anni fanno un lavoro spettacolare coordinando il tutto con altri ricercatori. Hanno una elevata conoscenza del campionato primavera e del calcio straniero. Loro si preoccupano di stilare una classifica dei migliori giovani, prendendoli dal database, ed inserendo quelli che sono le current ability e le potential ability, che è quel valore al quale quel giocatore può arrivare durante la carriera di Football Manager. Loro preparano queste schede anche in base a pareri chiesti sui vari forum, fantagazzetta o football manager italia; è chiaro che tutti i caposquadra che seguono una squadra in particolare possono parlare dei propri giovani e dare delle indicazioni per migliorare questi dati. Il fatto che ci siano due persone che abbiano la responsabilità di coordinare questo lavoro sui giovani ci garantisce dal non discostarci dalla realtà come è avvenuto in passato, dove magari qualcuno nella propria squadra inseriva giovani con potenzialità molto più elevate rispetto a ciò che poi era il vero. Queste due persone si occupano anche di stabilire i valori chiave per ciascuna squadra per definire quanto forti verranno genereati i giocatori durante la partita di Football Manager. Ad esempio, l’Atalanta che ha un grosso vivaio è dotata di un parametro che identifica tale dato, questo parametro viene poi mescolato al parametro del potenziale giocatore da generare in modo tale che i giovani dell’Atalanta nel corso degli anni in quella partita siano, per esempio, più forti di un Bologna che in questo momento non mi sembra abbia sistemato molti giovani. Quanto appena detto è tutto scritto e non viene affidato al caso. Se si prende una squadra che è forte e che ha un settore giovanile normalmente forte, tipo l’Ajax, allora durante la partita si genereranno dei giovani forti”.

Come ti spieghi il fatto che alcuni giocatori siano usciti poi dal radar? Non è sempre possibile creare al meglio il giocatore in maniera virtuale? Se un giocatore non si esprime bene durante tutto l’anno, l’anno successivo vengono modificati i parametri dello stesso? Ci sono principalmente due filoni, l’uno che non permette di innalzare più di tanto il valore della CA perchè magari un giocatore più fare una stagione stellare anche grazie alla fortuna. Io dico che non siamo tutti visionari e non possiamo sapere quale sia il valore del giocatore. Bisogna quindi cercare di capire se un giocatore ha effettivamente fatto un annata boom, oppure è se è tutto frutto del caso. Ti faccio l’esempio di El Shaarawy, un giocatore che quando nella realtà ha fatto molti gol nel gioco valeva 105/110. L’anno dopo non si è alzato il suo valore automaticamente a 150 perchè poi, come è capitato anche a causa degli infortuni, non è riuscito più a ripetersi. Il valore lo si alza il maniera proporzionale al potenziale. Non essendo dei visionari cerchiamo di fare bene il nostro mestiere e tante volte ci prendiamo, è ovvio che qualche cantonata la prendiamo. Quando Ibrahimovic arrivò alla Juventus, allora era una grande Juve con un Del Piero e Trezeguet che avevano una CA sui 170, lo stesso Ibrahiomovic aveva un CA di 131/135, pari a quella di Osmanovski. Io chiamai il ricercatore, sia quello svedese che quello olandese, dato che lui era nell’Ajax, e dissi che siccome Ibrahomovic stava giocando molto più di Del Piero e Trezeguet, allora per lo stesso Ibra non era realistico un valore di 135 perchè nel gioco non avrebbe mai giocato. Gli dissi che secondo me Ibrahimovic era più forte di 135 e che quindi andava portato almeno a 160. Mi ricordo le parole del ricercatore svedese che mi disse che, secondo lui, Ibrahimovic non valeva tanto più di Osmanovski. Bene, forse in quel caso avevo ragione io. Portai i valori 160 fregandomene degli altri e l’anno dopo dei tre fu sicuramente quello che  aveva i valori più alti. In quel modo li assicurammo un’esperienza di gioco molto più realistica e regolare”.

Perchè, secondo te, Football Manager è un fenomeno così diffuso? Appassiona sia i giovani che i meno giovani, come mai? Quando lo si prova si entra talmente dentro quella realtà, che è la realtà virtuale del gi0c0, per cui alla fine non riesci a smettere. Se hai perso dei fare ancora una partita perchè devi dimostrare che devi andare a dormire vincendo e se hai vinto non puoi lasciare la squadra li. Si crea un qualcosa che genera assuefazione e voglia di giocare, questa è una delle cose. L’altra cosa è che, chiaramente, quando sei un appassionato di calcio e vedi la tua squadra giocare, sei sempre li a dire se avessimo comprato tizio o se vendessimo caio, se giocassimo con quella tattica li cambierebbero le cose. Football Manager da appunto la possibilità di mettersi alla prova scatenandola fantasia di tutti i giocatori”.

Secondo te ci sono dei dirigenti che oggi utilizzano Football Manager per scovare nuovi talenti? Sinceramente non conosco nessuno che ufficialmente lo utilizzi. In passato ho visto dei movimenti di mercato, e faccio soprattutto il caso del Genoa che acquistò Veloso, Zuculini e Vanden Borre, che mi fanno pensare che effettivamente dietro alla Dirigenza Preziosi ci fosse anche qualche “malato” di Football Manager”.

C’è una squadra dell’Arzebaijan che ingaggiato un giovane studente svedese perchè giocava a Football Manager ottenendo degli ottimi risultati. Qual’è il tuo pensiero in merito a questo ingaggio? “Beh, è il sogno di tutti noi diventare un manager per davvero. Non so quanti manager virtuali possano poi fare bene realmente, però magari, così come esistono i simulatori per i piloti, un tecnico che vuole essere preparato ed essere comunque a conoscenza un pò della realtà del calcio, una bella partitina a Football Manager potrebbe sicuramente aiutarlo. Quindi consiglierei soprattutto il contrario, ovvero che gli allenatori, nel tempo libero, giocassero proprio a Football Manager così da scoprire qualche cosa in più sia sulle tattiche che su possibili nuovi talenti”.

Cellino ha dichiarato recentemente che vorrebbe ingaggiare per il suo Leeds, un PC. Cosa ne pensi di un PC seduto su una panchina reale? O mamma mia, che domanda difficile! Cellino è sicuramente un Presidente vulcanico che ha delle idee sicuramente molto particolari. Ci sono tanti aiuti, io lavoro nel mondo del calcio, nel mondo della grafica televisiva, piuttosto che dei seti web e tutto l’ambiente digital che accompagna il mondo del calcio e sono a conoscenza di determinati tool che usano gli allenatori per monitorare le prestazioni. Che poi il PC possa dare sempre l’indicazione giusta non credo, però può dare dei suggerimenti. E’ poi la mente umana, chiaramente, che deve metterci sempre del suo perchè poi ci sono delle intuizioni che sono proprio e solo della mente umana. Che poi magari, alle volte, sono anche dei gran colpi di culo”.

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