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wilhelmsson roma

Non è facile inquadrare giocatori come Christian Wilhelmsson. Lo svedese, ad oggi quasi 35 primavere e con un fugace passato anche in Serie A nel 2007 con la Roma, sembrava uno dei migliori giocatori in circolazione ad inizio anni 2000 per via della sua poliedricità a giocare in numerosi ruoli sia offensivi che difensivi. Spesso lo si è visto agire come ala destra d’attacco e addirittura come terzino sinistro, e Wilhelmsson riusciva a destreggiarsi (male) ovunque senza troppi problemi…tanto alla fine finiva in panchina. Del resto cosa aspettarsi da uno soprannominato “Chippen”? Il nomignolo pare derivi dai chippendales dancers, i ballerini spogliarellisti che fanno la gioia di un certo pubblico femminile.

RISIKO CALCISTICO – Wilhelmsson nasce a Malmö, la stessa città del suo grande amico Ibrahimovic, l’8 dicembre 1979 e la sua parabola calcistica comincia con la compagine del Mjällby nella serie b svedese. Ben presto però gli eventi lo portano a lasciare il proprio Paese per stabilirsi dapprima per 4 anni in Norvegia allo Stabaek e per finire poi ai belgi dell’Anderlecht. Con entrambe le squadre Wilhelmsson disputa un buon triennio e riesce a ritagliarsi uno spazio importante andando vicino alle 100 presenze e segnando complessivamente 9 gol. Curiosità: prima del passaggio in Belgio l’Udinese mise gli occhi sul giovane Wilhelmsson e decise di offrirgli un provino, ma alla fine tutto andò in fumo ed il biondino svedese si accasò in Belgio. Nel 2006 ecco poi la terza avventura all’estero per Wilhelmsson, che dopo i Mondiali di Germania 2006 accetta il trasferimento ai francesi del Nantes ma lì l’esperienza non è delle migliori, con solo 13 presenze totali in stagione alle quali nel gennaio 2007 farà seguito il passaggio in prestito alla Roma.

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA – La rosa giallorossa nel 2006/2007 annoverava gente come il costaricano ex Brescia Gilberto Martinez, l’irascibile Christian Panucci, il paperone Gianluca Curci, il misconociuto Ricardo Faty, l’amico di Totti Valerio Virga, oltre ai vari Matteo Ferrari, Francesco Tavano, Max Tonetto, Carlo Zotti, Amantino Mancini, il tuttofare Marco Cassetti ed i punti forti capitan Totti ovviamente, Alberto Aquilani, David Pizarro, Vincenzo Montella, Rodrigo Taddei, Simone Perrotta, Philippe Mexès, Christian Chivu e Mirko Vucinic. Nella capitale Wilhelmsson ritrova come allenatore Luciano Spalletti che già aveva incrociato ai tempi del provino all’Udinese, ma non è affatto amore a prima vista dal momento che dopo 19 partite senza incidere a giugno i giallorossi non lo riscattano e lo scandinavo fa ritorno al Nantes, nel frattempo retrocesso in seconda divisione.

PER PAESI E CITTA’ – Ovviamente Wilhelmsson in seconda divisione non vuole andarci, convinto com’è di essere di un altro livello, ed allora ecco i trasferimenti in serie dapprima al Bolton e poi al Deportivo La Coruña, che manco a dirlo retrocedono di lì a poco. Wilhelmsson sa che la sua carriera alla soglia dei 30 anni ha ormai bisogno di una svolta: il cambiamento arriva con il passaggio ai sauditi dell’Al-Hilal, non certo una squadra di primo piano nel panorama calcistico internazionale, ma almeno qui dal 2008 al 2012 arrivano partite e gol (19 in 61 apparizioni) con in mezzo una parentesi all’Al-Alhy Doha, in Qatar. Dopo la svolta mediorentale Wilhelmsson tenta l’avventura nel calcio statunitense accettando la proposta dei Los Angeles Galaxy; è il 2012 e qui arriva anche il titolo nazionale al quale però Wilhelmsson contribuisce in modo del tutto marginale con un gol in 5 presenze appena.

CON QUELLA MOGLIE LI’... – In seguito il giocatore torna in Qatar dicendo si alla chiamata del Baniyas (che poco prima aveva accolto per pochissimo tempo David Trezeguet)…sono però solamente 8 le partite giocate prima di fare ritorno in Svezia, nella quale Wilhelmsson in tutti questi anni era tornato soltanto per giocare con la Nazionale (79 presenze e 9 gol il suo score) accasandosi proprio al Mjällby, da cui nacque tutto. Per noi però i numeri più belli di Wilhelmsson sono rappresentati dalla splendida moglie Oksana Andersson, sposata nel 2010 dopo un lungo fidanzamento, e dal rapporto con Zlatan Ibrahimovic con cui non mancavano gli scherzi nei ritiri della Svezia oltre ad episodi controversi come quella volta in cui proprio con Ibra e con Mellberg Wilhelmsson scappò dall’albergo dove la selezione scandinava era di stanza per festeggiare il compleanno dello stesso Mellberg. Risultato: niente convocazioni per un anno. Famoso è anche il filmato in cui Ibrahimovic prende a calci Wilhelmsson, per sua fortuna sempre nell’ambito dello scherzo, con la sua reazione a dir poco timida nei confronti dell’asso del Paris Saint-Germain.