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Joaquin Larrivey ha deciso il match tra Barcellona e Celta Vigo al Camp Nou, soddisfazione che capita a pochi in carriera. Ma per “El Bati” le cose andavano alla grande già nella scorsa stagione, quando si era ritrovato a vestire i panni di trascinatore del Rayo Vallecano. Ecco la parentesi felice dell’ex attaccante del Cagliari nella Liga ad aprile scorso:

Sabato 26 aprile. All’ “Estadio de Los Càrmenes” di Granada è di scena il match fra gli andalusi e il Rayo Vallecano, terza e più “povera” squadra di Madrid. Alle due squadre mancano pochi punti per assicurarsi la salvezza diretta: nessuno vuole perdere punti. La gara è equilibrata e ferma sullo 0-0 quando, a inizio ripresa, il giocatore dei padroni di casa Brahimi (autore del gol vittoria contro il Barcellona 3 settimane fa) riceve il secondo giallo e finisce sotto la doccia. La superiorità numerica scuote i giocatori del Rayo che, poco dopo, trovano il vantaggio con un gran sinistro da fuori di Niguez. È un altro però il giocatore che spicca nell’undici di Paco Jémez: l’attaccante argentino Joaquìn Oscar Larrivey. Il numero 20 vince tutti i duelli aerei, calcia in continuazione verso la porta e ringhia sui difensori avversari. Il gol è una naturale conseguenza del suo dinamismo e arriva al 59′: controllo di destro e immediato piattone di sinistro sul secondo palo da vero bomber. Imparabile. Non è tutto: Larrivey i gol li fa ed è bravo anche a farli fare. Corre l’86’ quando il centravanti tatuato e dalla chioma fluente si allarga sulla destra, alza la testa e mette in mezzo un pallone al bacio sulla testa di Fernandez che deve solo appoggiare in rete il 3-0 che sancisce la matematica salvezza del Rayo con tre giornate d’anticipo. Un ottimo risultato per il club meno conosciuto della capitale spagnola, trascinata per tutto l’arco della stagione da questo attaccante con passaporto italiano autore di ben 12 gol (3 in più di Neymar) e 5 assist in 32 apparizioni. Un vero e proprio trascinatore.

CAGLIARI EPISODIO 1 – Questo resoconto farà strabuzzare gli occhi ai tifosi del Cagliari, sicuramente increduli davanti alle prodezze di un giocatore che in Sardegna proprio non riusciva a distinguersi se non per le continue relazioni amorose fuori dal campo. Arrivato sull’isola nel 2007 dopo 30 gol in 94 partite all’Huracàn, El Bati (così veniva chiamato in Argentina per la somiglianza con il grande Batistuta) firma un quadriennale e fa il suo esordio in maglia rossoblu il 2 settembre contro la Juventus. Finisce 3-2 per i bianconeri, ma l’argentino fa ben sperare, conquistando un rigore e realizzando un assist. I tifosi del Casteddu sognano di aver trovato un nuovo ariete d’area, ma presto si svegliano. Joaquin non realizza neanche un gol fino all’ultima giornata, quando porta in vantaggio i suoi contro la Reggina con un sinistro sottomisura e nell’esultare unisce le mani come per chiedere scusa ai tifosi vista la pessima annata. Un gesto che viene apprezzato dai sostenitori sardi, orientati a dargli un’altra possibilità, d’altronde un’annata storta può capitare a chiunque. E Larrivey, l’anno dopo, comincia da dove aveva finito segnando un bel gol alla Lazio alla prima giornata. L’inizio di una nuova era? Macchè, El Bati si perde ancora, gioca un’altra decina di partite senza gloria e a febbraio viene spedito in prestito al Vélez Sarsfield. In patria il giocatore diventa un punto fermo dell’attacco del club di Buenos Aires, con cui realizza tre gol e vince il torneo di Clausura.

CAGLIARI EP. 2 – Ritornato in riva al Poetto, Larrivey incassa nuovamente la fiducia di Cellino che non lo cede ma rilancia: “Joaquin è finalmente maturo per la Serie A, vi sorprenderà”, dichiara il vulcanico patron a inizio stagione. 27 partite (11 da titolare) e appena 3 gol non sorprendono nessuno, tantomeno i tifosi cagliaritani, esausti ma allo stesso tempo inteneriti da questo centravanti argentino che non ne azzecca una. Il 5 agosto 2010 passa in prestito con diritto di riscatto al Colón, dichiarandosi “entusiasta” di aver abbandonato il campionato italiano. Entusiasti di lui non sono i dirigenti del club sudamericano che, dopo averne “apprezzato” le doti (4 reti in un anno), a fine stagione lo rimandano a Cagliari.

CAGLIARI EP. 3 – Stavolta anche Cellino non ne può più e cerca di sbolognarlo, non trovando però nessun acquirente. Così, il 21 agosto 2011, Larrivey si trova quasi per caso al centro dell’attacco della squadra sarda nel match valido per il terzo turno preliminare di Coppa Italia contro l’Albinoleffe. Finisce 3-1, l’argentino ne fa tre e convince la società a tenerlo in rosa come ultima alternativa ai vari Pinilla, Ibarbo, Nenè, Thiago Ribeiro e persino El Kabir. In quell’annata El Bati riesce a ritagliarsi il suo spazio e zittisce i critici: 28 partite fra campionato e Coppa Italia, 10 gol totali fra i quali un’altra memorabile quanto inutile tripletta al San Paolo contro il Napoli. Sembra fatta, Larrivey è finalmente esploso e viene confermato a furor di popolo nonostante l’arrivo in prima squadra del giovane Marco Sau. Pronti-via e il castello di sabbia di “Re Joaquin” crolla. Stagione 2012/13, seconda giornata, la prima nel nuovo e discusso impianto di Is Arenas, c’è Cagliari-Atalanta. A metà primo tempo i rossoblu hanno la grande opportunità di passare in vantaggio su calcio di rigore, indovinate chi si presenta sul pallone? Larrivey, ovviamente. Il tiro non è irresistibile e Consigli para. La pazienza dei sardi è finita e il 28 novembre il club rescinde consensualmente il vincolo contrattuale con il calciatore.

RAYO DE SOL – L’argentino saluta definitivamente la Sardegna e finisce in Messico, all’Atlante di Cancùn. Dopo un buon inizio con la compagine messicana, perde il posto da titolare e l’Atlante arriva ultimo. El Bati non si arrende, si dice convinto di avere ancora tante cartucce da sparare e decide di tornare in Europa. L’unica squadra che si interessa a lui è il Rayo, alla ricerca di una punta low-cost. Il 2 agosto scorso gli spagnoli lo acquistano per 800mila euro, facendogli sottoscrivere un contratto annuale. Ora, in terra iberica, tutti lo vogliono. Un vero affare, altro che Neymar…