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david lopez
David Lopez in azione con la maglia azzurra del Napoli

Deriso, sbeffeggiato, maltrattato e anche insultato. Al suo arrivo a Napoli, David Lopez deve aver vissuto un autentico incubo. Titolare e leader carismatico del suo Espanyol, aveva scelto la piazza partenopea per compiere il salto di qualità, e lo aveva fatto con entusiasmo, a dispetto di tanti altri giocatori di cui abbiamo perso le tracce. E invece ecco l’accoglienza fredda, freddissima, anzi polemica. Qualche giornalista lo tratta in malo modo, nostalgico di qualche pupillo andato via, mentre al suo annuncio ufficiale su Twitter i commenti indecorosi di tanti “tifosi” si sprecano. E’ una situazione imbarazzante per il Napoli e per la città che nonostante tutti i problemi si è sempre distinta per il calore trasmesso all’arrivo di un nuovo ospite da accudire. Il ragazzo si presenta in conferenza stampa e con personalità ed umiltà risponde agli attacchi senza batter ciglio. Già quel giorno aveva dato una lezione di stile e classe affrontando con umiltà le tante critiche, poi ha badato al lavoro e ha atteso con calma che la definitiva risposta arrivasse dal campo.

DIGA MOBILE – 540 minuti giocati, un debutto sfortunato e poi una serie di risultati utili che hanno rimesso in carreggiata il Napoli. Sarà un caso o forse la coincidenza di diversi fattori positivi ma dall’ingresso in pianta stabile di David Lopez, il Napoli ha trovato pian piano quell’equilibrio tanto ricercato da Rafa Benitez fin dai primi giorni di questa stagione. In una rosa ancora imballata da una preparazione influenzata dal Mondiale, lo spagnolo è riuscito subito ad ambientarsi, allontanare le critiche e a dare una mano ai suoi compagni. Sempre in silenzio e lavorando sodo. Una diga mobile davanti alla difesa, a caccia dei portatori di palla avversari con quel pizzico di cattiveria agonistica che non guasta mai, ma senza esagerare. Inoltre il 25enne, nonostante una struttura fisica importante, si fa notare anche come uomo di regia e di discreta qualità, che nell’undici di Benitez è sempre ben accetta. In tanti ricordano il sontuoso assist a Milano per Callejon e già allora i fischi e i mugugni si erano trasformati in applausi.

4-2-3-1 A NOZZE – Dedizione, applicazione e lavoro: questa la ricetta offerta dal mediano. E un allenatore cosa può chiedere di più? David Lopez è diventato fondamentale per il 4-2-3-1 che negli onnipresenti periodi di critica feroce è stato messo in discussione da tanti italianisti alla ricerca disperata di uno schieramento più difensivo. Lo spagnolo è stato acquistato proprio per questo (e qui è giusto fare un plauso alla società) e ha sempre giocato in un centrocampo a due, probabilmente tra i mediani azzurri è quello più adatto alla filosofia di Benitez. Ha impatto fisico e capacità di distribuire il gioco ciò che serviva ad una squadra che lo scorso anno in molte occasioni concedeva un bel po’ di cm agli avversari.  Insomma l’ex Espanyol fin dalla prima partita contro l’Udinese ha dimostrato di avere la personalità giusta per giocare a Napoli. Non è il tanto agognato Mascherano, che ora fatica a Barcelona, ma ha le caratteristiche giuste per far bene in una piazza difficile come quella partenopea. E dopo l’assist di Milano e i complimenti del mister, ecco la standing ovation al San Paolo contro la Roma. Dalle critiche agli applausi, il pubblico ha ammesso le proprie colpe. Mentre quei giornalisti, rei di averlo maltrattato, sono saliti sul carro, come sempre del resto.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)