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Se è vero che a Genova c’è ben poco da sorridere per quanto riguarda le condizioni di una parte della città, Bisagno docet, non si può dire lo stesso del momento calcistico che sta coinvolgendo il capoluogo ligure, dove Sampdoria e Genoa stanno dando vita ad un grande torneo di Serie A (37 punti in combinata) macinando punti su punti che si potrebbero rivelare importantissimi ai fini di un piazzamento di livello al termine della stagione. Concentriamoci allora sugli uomini di Mihajlovic, forse la più lieta sorpresa della nostra massima serie odierna, cerchiamo di capire se il cammino della Sampdoria potrebbe continuare su questi livelli fino a maggio, oppure se è destinato a scemare.

TATTICA/TECNICA SAMPDORIA La Sampdoria è una squadra tosta, molto corta e ordinata, Mihajlovic predilige il 4-2-3-1, che poi risulta essere un “albero di natale” o un più comune 4-4-1-1 quando il tecnico ex Catania e Fiorentina ha a disposizione Gabbiadini come motore del gioco blucerchiato. La difesa è composta da un “core” molto compatto e ben affiatato che comprende Gastaldello, Regini, Silvestre e Romagnoli, a giostrarsi i due posti al centro, più due “fuoriusciti dalle big” come De Silvestri e Mesbah sugli esterni. La prerogativa principale del comparto arretrato è la fisicità unita ad una discreta capacità di saper leggere il gioco e i movimenti offensivi avversari, in particolare proprio sulle corsie esterne dove i due terzini riescono spesso e volentieri a tamponare giocatori di spessori come visto ieri con Cuadrado, sul quale Mesbah si espresso alla grande, o come fatto vedere da De Silvestri su Iturbe appena una settimana fa contro la Roma. Il centrocampo è decisamente “operaio”, con validi corazzieri quali Pedro Obiang e Palombo ad agire da “schermi davanti alla difesa” con Soriano in posizione di mezzala con licenza di spingere e di cucire il gioco palla a terra. Davanti spazio al dinamismo assoluto di Eder e Gabbiadini con l’aggiunta dello strapotere fisico di Okaka, redivivo in questa stagione dopo anni da girovago per l’Italia pallonara. La Sampdoria tende a mantenere un baricentro basso per lunga parte della gara, caratteristica questa che le permette di rimanere “corta” dietro con le linee strette tra centrocampo e difesa, vantando così un’ottima copertura della porta difesa, egregiamente, da Romero; al tempo stesso sia Palombo che Obiang hanno nelle corde la possibilità di pescare in verticale con palle profonde l’azione degli attaccanti, sia mirata al contropiede, come nel caso di Eder e Gabbiadini, che nel far salire la squadra con Okaka in “pompa magna”, evitando quindi “apnea” difensiva che potrebbe costare il gol contro formazioni molto tecniche capaci di attacchi reiterati

PERCHE’ SI La Sampdoria è una squadra che ha acquisito carattere e nella quale si può notare decisamente l’impronta di Mihajlovic, la voglia di lottare su ogni pallone e la consapevolezza di poter contrastare, almeno fisicamente, quasi ogni avversario si è ormai fatta largo tra le file blucerchiate dopo le ultime uscite in campionato. Soprattutto la squadra di Ferrero può vantare un solo e unico impegno: il campionato; caratteristica che permette a Sinisa di preparare in maniera certosina la partita della domenica passando buona parte della settimana a “indottrinare” i suoi sui movimenti dell’avversario senza lasciare da parte la condizione atletica, determinante per le buone prestazioni dei liguri. La Sampdoria è poi una squadra che ha dimostrato, con le dovute proporzioni, di avere ricambi di spessore: Regini e Romagnoli dietro sono ottimi giovani che avranno un futuro decisamente da osservare e non hanno fatto rimpiangere, fin qui, il più esperto Gastaldello. Sulla linea mediana Rizzo è un “furetto” brevilineo che deve migliorare ancora molto ma che ha nelle proprie corde numeri in velocità che lo rendono molto simile a Florenzi, quindi un validissimo jolly. In attacco poi Eder e Bergessio rappresentano ormai giocatori dalla maturata esperienza nella nostra massima serie, soprattutto hanno affrontato situazioni decisamente negative in passato ed è quindi difficile che si possano “montare la testa”. Appunto finale in porta, dove lo stop di Viviano ha “sdoganato” Romero: l’estremo difensore argentino sta dimostrando il suo valore, come fatto vedere al Mondiale, e difficilmente si vedrà scalzato nelle gerarchie dall’ex viola se continuerà così, in particolare ha la capacità di sapersi esaltare con l’andare del match, caratteristica questa che trova riscontri anche in altri uomini della formazione allenata da Miha. Se la Sampdoria riuscirà a mantenere la quantità di gioco fisico in gara per buona parte del campionato allora potrebbe davvero dire la sua in ottica Europea.

PERCHE’ NO I blucerchiati non possono vantare qualità tecniche degne delle migliori della classe, gli uomini di Mihajlovic hanno caratteristiche atletiche fuori dal comune ma non si può dire lo stesso per quant concerne la qualità. Il gioco doriano si risolve spesso e volentieri in incursioni di contropiede e/o palle inattive con schemi in cui si cerca di aggirare la difesa avversaria grazie al gioco di sponda. La difficoltà di tale leit-motiv è quella di ritrovarsi a rincorrere, ovvero non poter più mantenere le linee di centrocampo e difesa ben ancorate dietro, obbligati quindi a doversi inventare gioco, che non sia contropiede, con la difesa avversaria schierata. Se chiamata a mettere in piedi gioco propositivo la Sampdoria stenta, non è un caso che le migliori prestazioni siano arrivate in casa e contro squadre blasonate, mentre contro le piccole, pronte a chiudersi, il tutto si è rivelato essere molto più difficile. In ottica futura sembra poi decisamente ottimistico pensare che tutti i giocatori doriani continuino su questo livello di prestazioni atletiche, su tutti Palombo e Obiang, costretti a giocare quasi sempre potrebbero trovarsi sfiancati prima del previsto, a fronte di un unico impegno, come già detto sopra. La mancanza di ricambi sugli esterni, De Silvestri e Mesbah unici interpreti veri del ruolo, potrebbe essere un problema che andrebbe risolto nel mercato di gennaio, sempre che il presidente più euforico della massima serie italiana decida di mettere mano al portafogli, anche se in tal senso ci si potrebbe munire di un altro centrocampista che possa vantare caratteristiche comuni a quelle di Palombo, magari con qualche anno in meno sulla carta d’identità. Insomma arrivare in fondo al campionato non sarà una passeggiata, è comunque decisamente difficile vedere oltre una scelta che non è chiara, ci rivolgiamo allora al tempo e al futuro, ai posteri l’ardua sentenza.

Stefano Mastini

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