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I giocatori del Benevento abbracciano Agyei dopo il gol alla Vigor Lamezia (fonte foto: benevento.ottopagine.net).
I giocatori del Benevento abbracciano Agyei dopo il gol alla Vigor Lamezia (fonte foto: benevento.ottopagine.net).
I giocatori del Benevento abbracciano Agyei dopo il gol alla Vigor Lamezia (fonte foto: benevento.ottopagine.net).

Da domenica sera, grazie al gol di Quintavalla con cui il Savona ha piegato una Carrarese sin lì a secco di sconfitte (ma appena 15/a…), rappresenta l’unica squadra professionistica italiana a non aver ancora perso un incontro in campionato. È il Benevento di Fabio Brini, protagonista di un inizio di stagione da favola e in vetta al girone C della terza serie nazionale con 25 punti (tre più delle inseguitrici Salernitana e Juve Stabia). Sette vittorie e quattro pareggi in 11 giornate, frutto di 17 gol fatti (2° miglior attacco del girone) e appena 7 subiti (miglior difesa, al pari del Lecce): un ruolino di marcia che fa sognare la tifoseria dei Sanniti, mai spintisi oltre la Serie C.

MAI STATI IN B – Il Benevento Calcio è una società blasonata ma che non ha mai raggiunto la cadetteria, anche se un paio di promozioni in Serie B se le sarebbe pure guadagnate negli anni ’40, vanificando poi gli sforzi compiuti sul campo non riuscendo a perfezionare le iscrizioni al campionato successivo per difficoltà finanziarie. Dal dopo guerra in poi, gli Stregoni hanno così militato nelle categorie minori del calcio italiano, passando da un dissesto societario all’altro come se nulla fosse. Gli anni ’70 hanno visto le migliori stagioni della storia giallorossa, ma la promozione in B è stata solo sfiorata. Nel 1979 viene inaugurato lo stadio Comunale Santa Colomba (oggi “Ciro Vigorito”) dove, da una decina danni, il Benevento dà l’assalto alla B senza fortuna. La prima amarezza arriva nel 2004 (sotto la presidenza di Spatola) quando, al termine di un campionato entusiasmante, i Sanniti escono sconfitti dalla semifinale play-off contro il Crotone. L’anno successivo la società riparte dalla C2 e il 2006 segna una svolta con l’arrivo dei fratelli Ciro e Oreste Vigorito al timone del club giallorosso. Il duo investe cifre faraoniche nella società beneventana, tornando ben presto in C1 e sferrando, a più riprese, uno sfortunato assalto alla B. Nella stagione 2008-09 gli stregoni contendono la vittoria al Gallipoli fino all’ultima giornata, ma la compagine salentina la spunta per un solo punto. Ai playoff i campani eliminano il Foggia (0-0 e 2-2) ma cadono incredibilmente in finale, ancora contro il Crotone (1-1 in Calabria, 0-1 al “Santa Colomba” davanti a 20mila spettatori). L’anno successivo ancora play-off: stavolta ad avere la meglio sui giallorossi è il Varese (2-2 in casa e sconfitta per 2-1 in Lombardia). Anno nuovo vita vecchia: nel 2010-11 il Benevento chiude al secondo posto dietro la Nocerina ma viene estromesso dai play-off perdendo contro la Juve Stabia (1-0 a Castellammare, 1-1 al “Santa Colomba”). Negli ultimi tre anni la società, scossa dalla dipartita dell’amministratore delegato Ciro Vigorito, prima, e dell’allenatore Carmelo Imbriani, poi, non è riuscita a centrare nemmeno gli spareggi promozione. Quest’anno, però, la musica sembra cambiata.

L’ANNO BUONO? – La riconferma del navigato allenatore Fabio Brini, arrivato a Benevento il 20 gennaio scorso, ha certificato la sete di successo della dirigenza giallorossa. Il tecnico marchigiano, infatti, è uno specialista delle promozioni dalla C alla B: ne ha già conquistate quattro (due con l’Ancona, una con la Salernitana e una col Carpi), dando sempre un’impronta evidente al gioco delle sue squadre. A Benevento Brini può contare su un organico di assoluto spessore, nel quale spiccano elementi che poco hanno a che fare con la terza serie, soprattutto nel reparto avanzato dove i vari Eusepi, Marotta, Mazzeo, Campagnacci e Alfageme non hanno certo bisogno di presentazioni. Di notevole spessore anche il reparto mediano, dove i giovani Doninelli (’91, scuola Genoa) e Agyei (’92, scuola Fiorentina) crescono (più che bene) al fianco dei vari Vitiello, Melara e De Falco. Di assoluto valore anche il reparto arretrato: il croato Celjak e il duttile Pezzi agiscono sugli esterni, l’espertissima coppia Scognamiglio-Lucioni centralmente, proteggendo il portiere Pane (attualmente titolare visto l’infortunio di Piscitelli) in maniera quasi impeccabile. Dopo anni di delusioni, amarezze e beffe, è la stagione buona per il Benevento? Al campo l’ardua sentenza.

di Lorenzo Palmieri

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