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L'esultanza bianconera al gol di Pogba (Foto La Presse).
L'esultanza bianconera al gol di Pogba (Foto La Presse).
L’esultanza bianconera al gol di Pogba (Foto La Presse).

Solo tanto, tantissimo cuore ha permesso alla Juventus di restare in vita e rimettere in piedi una partita (e un girone) che era diventato complicatissimo. Solo tra virgolette, perché è già un enorme passo avanti rispetto alle passate (vicine e lontane) uscite europee dei bianconeri. Quella con l’Olympiakos era diventata una battaglia impari, in cui gli uomini di Allegri hanno prima palesato tutti i propri limiti europei, su tutti la mancanza di un giocatore in grado di creare superiorità numerica, la cui assenza aveva trasformato la corazzata ammirata in serie A in una squadra di rugby costretta a giocare in orizzontale per lavorare ai fianchi i greci, arroccati come prevedibile nella propria area di rigore. Poi, quando un po’ di spazi si sono aperti è salito in cattedra lo spauracchio Roberto, oltre ad una non indifferente fortuna greca.

Già fortuna, perché l’Olympiakos si è reso protagonista di due tiri due (frutto di palle inattive) trovando due gol due che avevano trasformato la finale, come definita da Allegri alla vigilia, nella morte del cigno bianconero. Ci ha pensato però proprio il tecnico livornese buttando nella mischia un assatanato Llorente a rimettere le cose a posto. E poi, soprattutto, c’ha pensato Pogba. L’unico vero top player di Madama, l’uomo che in notti come queste deve prendere per mano i compagni e tirarli fuori dai guai. Detto, fatto. Pazienza se i tifosi bianconeri hanno dovuto mettere a dura prova le proprie coronarie. D’altro canto vincere stasera, come sempre da queste parti, era l’unica cosa che contava. Ed esserci riusciti col cuore più che con al sicurezza dei grandi va bene lo stesso. A patto che ora in Europa oltre al cuore la Juve ci metta anche la testa e la tecnica, altrimenti i battiti europei diminuiranno sempre di più.

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