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Ancora una volta, purtroppo, la Roma impatta contro quel maestoso ostacolo chiamato Bayern. Bisogna riconoscerlo, gli uomini di Guardiola sono davvero di un’altro pianeta, undici uomini tutti d’un pezzo che fan paura solo a guardarli. Analizzare le differenze che ci sono tra le squadre italiane e le big europee sarebbe ora insignificante, certo resta l’amarezza nel vedere le nostre formazioni dominare in campionato e soffrire maledettamente fuori dai confini nazionali. Il modo di giocare del Bayern non ha giovato l’arduo compito dei giallorossi: mai un punto di riferimento, difensori capaci di fare i trequartisti, leggi Alaba, ed attaccanti in grado di svariare sul tutto il fronte offensivo, vedi Lewandowski. Eppure lo schema di gioco, quella difesa a tre, sembra così tanto familiare, già vista e rivista. In realtà l’impostazione tattica di Guardiola è la dimostrazione che di difesa a tre ne esistono di svariati tipi, basta solo saperla attuare in modo tale da annullare l’avversario. Non rimane che fare i complimenti a chi è stato più bravo di noi, a chi è stato in grado di perfezionare una creatura nata e svezzata in Italia.

La Roma fa quel che può, ben ricordando la scoppola subita all’andata. Garcia manda in campo una formazione priva di Totti, Gervinho e Pjanic, forse fin troppo rinunciataria. L’impiego di Destro, Florenzi e Keita, tutta gente in grado di offrire maggior sicurezza dal punto di vista difensivo, e l’atipicità del suo 4-4-2 è l’emblema della serata giallorossa, fatta di uomini arroccati nella propria metà campo e solo in rare occasioni capace di presentarsi dinanzi la porta del gigante Neuer grazie a qualche imprecisa ripartenza. Anche le raccomandazioni a Skorupski di rallentare il ritmo durante la ripresa del gioco e di rilanciare verso il centrocampo sono state un chiaro segnale attuo a rischiare il meno possibile. Atteggiamento inusuale visto le abitudini romaniste nel giocar il pallone palla a terra fin dalla propria difesa.

L’unica nota lieta della serata è la vittoria del Cska contro il Manchester City, risultato che consente alla Roma di conservare quel prezioso secondo posto che consente l’accesso agli ottavi di finale. La parola d’obbligo è ora ripartire, e magari ritornare un pò coi piedi a terra dopo le dichiarazioni delle scorse settimane di Garcia sulla sicura vittoria del campionato. Perchè non tutto è ancora perduto e la prossima partita, in casa contro gli inglesi, potrebbe dare alla Roma quella qualificazione che tutto il popolo giallorosso aspetta.

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