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Dopo le cessioni estive dei pezzi da novanta, Cerci e Immobile, era ampiamente pronosticabile un Torino lontano dalle posizioni nobili della classifica occupate lo scorso anno che hanno permesso ai granata di ritornare a calcare i palcoscenici europei. Infatti la squadra di Ventura dopo 10 turni di campionato ha raccolto solamente 12 punti, collezionando 4 sconfitte, 3 vittorie e altrettanti pareggi, e risultando sorprendentemente, nonostante la presenza in rosa di attaccanti come Quagliarella ed Amauri, il terzultimo attacco del torneo in coabitazione con l’Empoli neopromosso. A confermare il trend non proprio positivi di questi numeri, c’è il pareggio raccolto domenica pomeriggio in campionato, in casa contro l’Atalanta per 0-0.

ATTACCO STERILE – Sembra proprio il reparto avanzato, che l’anno scorso con i nuovi gemelli del gol granata, aveva regalato le maggiori soddisfazioni, il reparto a funzionare meno in questa stagione. Contro i bergamaschi si sono visti i limiti maggiori del Torino 2014/15, che ha ormai rinunciato al tipo di gioco basato su velocità, verticalizzazioni, tagli e geometrie semplici palla a terra, che avevano incantato il pubblico dell’Olimpico lo scorso anno, a favore di un calcio più manovrato ed avvolgente che prevede di più l’utilizzo delle fasce ed i cross nelle aree avversarie. Contro un’Atalanta schierata praticamente a specchio, e con il regista del ‘Toro’ marcato ad uomo, i margini di imprevedibilità si riducono al minimo, con i granata costretti ad un gioco prettamente sulle corsie esterne, con Darmian e Bruno Peres (il migliore dei suoi) protagonisti di continui 1 contro 1 in fascia, con lo scopo di fornire palloni agli attaccanti. Il risultato è stata una partita deludente, in cui nel primo tempo si è prodotto solamente un colpo di testa a lato di Moretti e poco altro. Nella ripresa il tecnico Ventura è corso ai ripari, con gli ingressi di Farnerud, che ha dato più qualità alla manovra, ed Amauri ad affiancare l’isolatissimo Quagliarella, ma i risultati non sono migliorati di molto; l’unico pericolo vero portato alla retroguardia atalantina, è stata infatti la punizione dello stesso Farnerud, sventata da un grande intervento di Sportiello. Si dovrà fare quindi molto di più in fase realizzativa, magari già a partire dalla gara di Europa League contro l’Helsinki.

VERSO L’HELSINKI – Buone notizie arrivano soprattutto dall’infermeria per il tecnico Ventura, che come si legge sul sito della società, potrà avere a disposizione il difensore Kamil Glik, che ha svolto l’intera seduta d’allenamento con i compagni. Contro i finlandesi il Torino va a caccia dell’ipoteca sul passaggio del turno, magari mantenendo l’attuale primato nel girone, dopo l’1-0 di due settimane fa ottenuto tra le mura amiche. Da allora, sono però cambiate diverse cose per gli uomini di Lehkosuo, che hanno sì perso in campionato per 3-0 una gara peraltro inutile data la vittoria del titolo ormai certa da settimane, ma diversa è stata la musica in coppa di Finlandia. L’Helsinki ha infatti vinto il trofeo, battendo in finale, seppur solo ai rigori, l’Inter Turku per 5-3. Nonostante il pessimo girone di Europa League giocato sin ora, condito da 0 punti in tre gare, i finlandesi non sembrano essere avversari da sottovalutare, dato il ritrovato entusiasmo e nessun problema di formazione, che potrebbero spingerli a voler ben figurare. Per quanto riguarda gli schieramenti, Ventura potrebbe affidarsi alla difesa titolare, con il ritrovato Glik a dirigere il reparto. A centrocampo potrebbe trovare spazio Sanchez Mino, mentre in attacco Martinez dovrebbe affiancare uno tra Quagliarella ed Amauri.

PROBABILI FORMAZIONI:

HJK (4-5-1): Doblas; Lampi, Baah, Heikkinen, Sorsa; Savage, Lod, Tainio, Vayrynen, Perovuo; Bance.

Torino (3-4-1-2): Gillet; Maksimovic, Glik, Moretti; Bruno Peres, Vives, Sanchez Mino, Darmian; El Kaddouri; Martinez, Quagliarella.

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