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In attesa del ritorno di Bayern-Roma, dopo il devastante 1-7 dell’andata ,e la sofferta ma preziosissima vittoria della Juventus sull’Olympiakos, il quarto turno di questa edizione della Champions League verrà sicuramente ricordato per la clamorosa Remuntada andata in scena all’Emirates di Londra. I padroni di casa dell’Arsenal, dopo aver dato spettacolo per oltre un’ora di gioco ed essere andati in sopra di tre gol, hanno subito il clamoroso ritorno dell’Anderlecht capace di impattare la partita sul 3-3 finale. Protagonista inatteso e insospettabile il difensore tuttofare Anthony Vanden Borre, autore della doppietta che ha spianato la strada ai suoi e che tiene ancora in vita le ultime residue speranze di qualificazione.

FENOMENO ANTHONY – Ai più temerari, le gesta del buon Anthony non saranno affatto passate inosservate, specie per i tifosi di Fiorentina e Genoa che tra il 2007 e il 2009 l’hanno visto, mestamente, indossare i loro colori. Enfant prodige e titolarissimo insieme al “gemello” Vincent Kompany a soli 18 anni nell’Anderlecht, Vanden Borre sembrava essere destinato ad una carriera sfolgorante, viste le importanti doti fisiche e la duttilità tattica che gli permetteva di giocare in tutti i ruoli della difesa fino a quello di esterno e centrale di centrocampo. Per gli appassionati di Football Manager correre in Belgio e accaparrarsi l’accoppiata Vanden Borre-Kompany era il punto di partenza di ogni carriera che si rispettasse, i punti fermi di ogni difesa giovane e rocciosa.

BIDONE ANTHONY – Fiorentina e Inter stavano per compiere lo stesso passo ma, mentre Corvino riuscì a vestile di viola AVB per 5 mln di euro, Moratti non riuscì a portare in Italia Kompany, che dopo una parentesi all’Amburgo è diventato poi il magnifico capitano del Manchester City. Da lì in poi la carriera di Vanden Borre avrà una flessione continua, passando dalle sole 3 presenze in Toscana, all’incolore parentesi di 18 mesi al Genoa, dal Portsmounth al Genk fino al Tavrija Simferopol in Ucraina, lasciando vuota la sua bacheca dei trofei ma riempiendo il suo palmares di titoli quali “Il peggior flop della storia di Football manager” o l’inserimento nel Top 11 peggiore dell’ultimo decennio in serie A.

Questa era la storia di Vanden Borre fino alla “Notte Folle di Londra” di ieri sera dove con la maglia del suo ritrovato Anderlecht è riuscito a scrivere una delle pagine più belle della sua “insolita” carriera.

Cosa farà adesso Anthony? Si riabiliterà svoltando la sua carriera o tornerà silenziosamente nell’anonimato?

 

 

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