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Dopo circa 14 anni Luca Marchegiani è stato condannato a restituire il premio scudetto del 2000 conquistato con la maglia della Lazio. La somma da pagare per l’ex portiere e ora commentatore Sky è di circa 310 mila euro. Lo riporta “Il Tempo” che spiega la vicenda nei dettagli: tutto inizia nel 2005 quando la Cirio Holding spa  in amministrazione straordinaria cita in giudizio l’ex portiere biancoceleste, chiamando in causa anche la Società sportiva Lazio. Nell’atto di citazione Cirio Holding spiega di aver versato nel febbraio e nel luglio 2001 a 14 giocatori biancocelesti la somma complessiva di 8 miliardi e 400 milioni di lire, con bonifici da 600 milioni di lire ciascuno.

Prima di ricevere il premio, come dichiarato dallo stesso Marchegiani, l’amministratore delegato della SS Lazio Elizabetta Cragnotti aveva proposto allo stesso l’adesione ad un piano di stock option (diritto di acquistare azioni del club) a fronte di una cifra pari al premio scudetto da ricevere. Marchegiani aveva aderito e aveva ricevuto da Cirio Holding, socio di maggioranza di Ss Lazio, la somma di 600 milioni di lire, ma la stessa Ss Lazio ha chiesto il rigetto della domanda sostenendo che i premi erano stati accordati su iniziativa di Cragnotti, dominus del gruppo Cirio, senza alcun coinvolgimento del club, inoltre l’accordo non era stato depositato alla Lega Calcio e il 28 luglio 2000 il presidente Cragnotti aveva comunicato alla Lega l’annullamento dei premi collettivi con il consenso di tutti i calciatori, Marchegiani compreso.

Il pagamento effettuato quindi risulta privo di giustificazione dato che l’accordo era stato irrevocabilmente annullato dalle parti il 16 giugno 2001. Marchegiani ha impugnato la sentenza di primo grado, chiedendone l’annullamento. La seconda sezione civile della Corte d’Appello dovrà decidere se confermare o meno la condanna.

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