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van ginkel

Può bastare giocare da titolare il Trofeo Berlusconi per ritenersi soddisfatti? Evidentemente no, soprattutto se il giocatore in questione è Marco Van Ginkel, centrocampista olandese, arrivato al Milan con ben altre prospettive. Che non erano (e non sono) quelle di osservare i propri compagni giocare dalla panchina, ma di diventare protagonista in campo. Arrivato in estate in prestito gratuito dal Chelsea sembrava poter essere adatto al 4-3-3 di Pippo Inzaghi, lui dotato di ottima tecnica e buon piede, e che invece complice anche un fastidioso infortunio il terreno i gioco non l’ha praticamente mai visto fino ad ora. La voglia di essere protagonista c’è ma la pazienza del suo entourage comincia a scarseggiare; di ieri le parole del suo agente, Karel Jansen, che ha lanciato una sorta di ultimatum al club rossonero: “Le premesse al Milan erano buone, Marco ha iniziato la stagione in panchina e ci si aspettava giocasse una volta adattato al club e al nuovo paese. Ma anche dopo aver recuperato dall’infortunio ha giocato pochissimi minuti. Non siamo contenti e questa cosa va contro ogni logica”.

La logica di aver trovato il Chelsea disposto a far partire in prestito gratuito un giocatore bisognoso di rilancio e minuti dopo una stagione difficile e la “non” logica scelta di non concedergli nemmeno un opportunità per dimostrare il suo valore. Tra l’altro, nell’accordo tra i due club, è stato stabilito che se Van Ginkel non dovesse raggiungere le 20 presenze stagionali, il Milan sarà costretto a versare agli inglesi 400 mila euro. Insomma il perdurare di questa situazione non gioverebbe a nessuno, ed ecco perchè la possibilità che Van Ginkel saluti l’Italia già nel mercato di gennaio è molto concreta.

La Jansen è stata fin troppo chiara del resto: “Abbiamo già messo in chiaro con la società che non erano queste le intenzioni quando Marco è arrivato in prestito, non c’era bisogno che il ragazzo andasse in Italia per non far nulla. Uno come lui farebbe comodissimo a questo Milan“. La palla adesso passa alla società rossonera, nella persona di Inzaghi; per Van Ginkel ci sarà spazio in futuro? Chissà che davvero il trofeo Berlusconi non sia stato la vetrina giusta…

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