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Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Stelitano, nato a Messina il 22 ottobre del 1987, 179 centimetri di altezza per 73 chilogrammi di peso,. Si tratta di un terzino destro “giramondo”: partito dalla Sicilia, ha girato il mondo per giocare a calcio, la sua vera passione.

Ciao Antonio, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Iniziamo con la domanda che ci siamo posti appena siamo venuti a conoscenza della tua storia: come ci sei finito a Santo Domingo?

“Sono finito  là tramite il Parma perche’ ero sotto contratto con loro.Mi hanno proposto questa esperienza nella squadra più titolata,il Moca, e ho accettato.”

Com’è il livello del campionato e della vita del posto?

“La squadra era forte, erano tutti nazionali dominicani e qualche haitiano che giocano nella nazionale di Haiti, infatti abbiamo stravinto il campionato. La vita a Moca non è come a Santo Domingo, è molto tranquilla purtroppo c’è molta povertà. La gente mi ha accolto benissimo, a livello calcistico società, tifosi  e mister, ma era sconsigliato uscire la sera perché sono posti abbastanza pericolosi, infatti facevo una vita molto tranquilla. “

Qualche aneddoto sulle loro abitudini?

“Io vivevo in una bolla di cristallo, in quanto calciatore straniero della squadra più forte della nazione ,il presidente mi teneva protetto e non mi faceva mancare niente. Mi ha fatto accerchiare da brava gente. Però ripeto, sono paesi poveri,  mi raccontavano cose brutte che accadevano,  ma allo stesso tempo incontravo  gente sempre allegra nonostante non avesse neanche da mangiare la sera. A livello calcistico è stato bello, ricordo i tifosi, i compagni, le vittorie, l’ esordio in cui ho sfiorato il goal in rovesciata. E’  stata una bella soddisfazione oltre a fare tutte le partite titolare, a vincere il campionato,addirittura mi hanno chiesto di prendere la cittadinanza per giocare in nazionale. “

 Partiamo, però, dall’inizio, cominci la tua carriera al Messina sfiorando il tesseramento in prima squadra.

Ho esordito giovanissimo al Real Messina in Eccellenza poi sono passato al Messina con un provino con la primavera di Sanderra ma la federazione non accettato perché era fuori i termini. Così sono andato in D a Giarre. Poi Eccellenza in Friuli con il Palmanova dopo in Calabria  con la Taurianoves,  e poi dopo queste esperienze ho fatto il salto in C2, all’Igea Virtus, con 21 presenze e 1 goal.”

 

Successivamente, dopo la bella annata all’Igea Virtus, ti viene in mente l’idea di cambiare continente trasferendoti in Argentina, nel campionato di Serie C. Come è stato l’impatto addirittura in un altro continente ?

“In Argentina ci sono tante categorie , tutte professionistiche , il livello era come la Serie C italiana. L’esperienza è durata esattamente 5 mesi.Penso che insieme al Brasile e la Spagna sia il calcio migliore al mondo.

 

Poi l’esperienza in Serie A rumena, e la svolta della carriera, la firma con il Parma.

” Sono arrivato in Romania dopo aver impressionato tutti nel ritiro invernale, e avrei dovuto giocare titolare tutte le partite.  E però i debiti della società non hanno fatto si che potessimo pagare la tassa successiva al deposito del contratto. Ma ho fatto talmente bene quando ero in prova, che un responsabile del mercato all’ estero del Parma mi fece firmare un biennale, così arrivai in Emilia.”

 

Adesso sei approdato anche in Spagna, pensi sia meglio della nostra Lega Pro? Come giudichi il nostro campionato?

“La Spagna ha un modo di vedere il calcio diverso dal nostro,le squadre di serie A non hanno primavere,  ma squadre dove mandano i ragazzi a giocare. Noi infatti nel nostro girone abbiamo preso il Racing Santander , che quest anno è in B . In Italia, invece, per fare giocare i giovani ha fatto la regola sull’ eta media, quindi in campo non va chi merita. Penso che in Spagna si lavori più con il pallone rispetto a quando ho fatto la C in Italia,  anche se sono passati abbastanza anni.Comunque il calcio italiano come tattica non è secondo a nessuno. Diciamo che non siamo negli anni migliori del nostro calcio. Ciò non toglie che in Italia abbiamo ottimi calciatori e allenatori”

E’stato difficile stare per così tanto tempo lontano dal proprio paese pur di giocare?

“Ci sono momenti difficili, quando sei fuori di casa, soprattutto quando sei lontanissimo come é capitato a me. Nella Repubblica Dominicana o in Argentina dove  ero l’unico italiano.Però  sono cresciuto tantissimo, sono cambiato in tanti aspetti , ovviamente anche se stai bene in un posto come la Spagna, che come vita è simile alla nostra, e ci sono altri italiani con me,  mancano le persone a me care, la famiglia e la ragazza oltre che gli amici . Però ringrazio Dio, io sono molto religioso, e giocare a calcio é la cosa più bella della mia vita, e sono fortunato ad aver fatto diventare una passione il mio lavoro,  di guadagnare bene e di non pesare sulla famiglia. Ho fatto sacrifici, non so quanti ragazzi sarebbero andati dall’ altra parte del mondo come ho fatto io, andando in Argentina senza sapere la lingua e conoscere nessuno.”

 

Il terzino giramondo tornerà mai a giocare nella nostra penisola? Pensi di poterti mettere in gioco nel nostro campionato?

Ovviamente tornare in Italia per un italiano è una scelta che può sempre essere presa in considerazione,  a maggior ragione per una persona come me molto legata alla famiglia e dato che ho la ragazza in Italia. Però ci devono essere le condizioni,  perché per me il calcio é più di un lavoro ,più di una passione, è la mia vita. Mi auguro che possa tornare in Italia e ad alti livelli, ma non so quando accadrà e se accadrà.”

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