SHARE

gerrard

Liverpool e Chelsea domani, sabato 8 novembre, si rincontreranno ad Anfield sei mesi dopo la partita che decise la passata stagione di Premier League. Era il 26 aprile, la 36/a giornata, meno tre dalla fine; i Reds di Brendan Rodgers erano primi in classifica, a +3 sul City, +5 sul Chelsea, e il sogno di riportare la Premier ad Anfield, dopo un digiuno lungo 24 anni, sembrava essere a pochi passi dal compimento. Poi, al 45′ del primo tempo tutto cambia; capitan Gerrard, venuto a prendere palla a centrocampo, scivola, Demba Ba s’invola, trafigge Mignolet e, con esso, tutte le speranze di vittoria finale per i tifosi della Kop. Dopo un secondo tempo passato a cercare un buco introvabile per trovare il pareggio, era l’epoca dei bus del Chelsea parcheggiati davanti alla porta di Cech, Willian allo scadere segna il 2-0. Fine dei giochi. Il Manchester City vince 2-0 al Selhurst Park contro i padroni di casa del Palace, raggiunge a 80 punti il Liverpool ma, per la migliore differenza reti, lo scavalca in classifica.
Domani il Liverpool può vendicarsi ma, a sei mesi di distanza, tutto sembra essere cambiato tra le due formazioni.

I REDS Il Liverpool che domani affronterà i Blues ad Anfield è una squadra completamente diversa da quella che, sei mesi fa, vide interrotta la propria striscia di 16 partite consecutive senza sconfitte. Inutile girarci intorno, la partenza di Luis Suarez, passato al Barcellona in estate per 81 milioni, si è fatta sentire e non poco sulla riva rossa del Mersey. Una squadra che fino a pochi mesi fa sembrava necessitare di qualche piccolo innesto per diventare davvero grande oggi vive una delle sue più profonde crisi di identità. Sarà che i soldi guadagnati dalla cessione del Pistolero sono stati investiti in giocatori tanto strapagati per le reali qualità, Lovren comprato a 25 e Lallana a 31 milioni sono un insulto al buon senso, quanto non ancora integrati perfettamente nell’idea tattica di Rodgers; sarà che la sfortuna sembra si sia accanita su chi, l’anno scorso, ha dimostrato di essere un giocatore fondamentale per questo Liverpool, ovvero Daniel Sturridge, infortunato da inizio anno. Fatto è che il Liverpool di inizio stagione sembra essere un lontano parente della squadra che, l’anno scorso, mise in mostra forse il più bel calcio della Premier League.

I BLUES Il Chelsea arriva alla gara di domani forte del suo primo posto in classifica, a +4 dal Southampton secondo e a +6 dal City, forse l’unica squadra che quest’anno potrebbe contendere ai Blues la vittoria del quinto titolo della loro storia. L’artefice di una squadra che, in questa stagione, sembra avere pochi rivali in Inghilterra e potrebbe togliersi soddisfazioni anche in Europa è, manco a dirlo, Josè Mourinho. Straordinario come manager prima ancora che come allenatore, Mourinho ha allestito una squadra con pochi punti deboli e tantissime frecce al suo arco. In estate, a Stamford Bridge, i soldi ricavati dalle cessioni di David Luiz e Lukaku, quasi 85 milioni in due, sono stati investiti su una platea di giocatori che ha in Diego Costa e Cesc Fabregas le perle più preziose. Il primo non sembra averci messo poi molto per adattarsi al calcio d’oltremanica; i 9 centri in 10 partite lo testimoniano. Il secondo, dopo il passaggio in chiaroscuro tra le fila del Barça, ha semplicemente aspettato che Mou lo rimettesse nel suo ruolo naturale, il regista di centrocampo, per dimostrare quale valore aggiunto possa essere, soprattutto in zona assist.

Domani Liverpool e Chelsea si rincontreranno a sei mesi da quella fatidica partita che decise la scorsa Premier League. Tutto da allora sembra cambiato. E invece di sei mesi sembra siano passati sei anni.

SHARE