SHARE

suarez.barcellona.debutto.2014.2015.356x237

E’ certamente uno dei più forti attaccanti al mondo, in area di rigore ce ne sono pochi lui ma in questo momento, Luis Suarez, ha ben poco di cui gioire. Tornato in campo dopo la lunga squalifica post-mondiale (chi non ricorda il deplorevole morso a Chiellini), il pistolero era stato premiato il 15 ottobre scorso con la Scarpa d’Oro (per le 31 reti realizzate con la maglia del Liverpool) ma ha dovuto incassare la delusione per non essere stato inserito nella lista dei candidati al Pallone d’Oro, stilata la scorsa settimana. E a decisione non sembra essere andata giù al ventisettenne uruguaiano che ha reagito dicendosi “stupito per non essere nella lista del Pallone d’Oro dopo essere stato uno dei migliori attaccanti europei“, rincarando poi ulteriormente la dose: “Ma preferisco non parlarne per evitare ulteriori problemi“.

Allusione, neanche troppo velata, alla maxi squalifica comminatagli dalla Fifa in seguito al morso ai danni di Chiellini durante la sfida del mondiale brasiliano del giugno scorso che lo ha tenuto fuori nella sua nuova avventura al Barcelona per 4 mesi e che gli impedirà di tornare a vestire la maglia della celeste per 9 gare consecutive. Suarez infatti, nonostante fosse recidivo, non ha mai accettato la severità della pena e crede fermamente che sia stata l’ennesima bravata a costargli l’esclusione dalla lista dei papabili per il premio più ambito per un calciatore. Del resto i numeri sono sempre stati dalla parte del pistolero, autentico trascinatore del Liverpool che ha sfiorato la Premier l’anno scorso e fuoriclasse della sua nazionale; considerando soltanto l’aspetto calcistico, non c’è dubbio, tenerlo fuori è sembrato davvero fuori luogo ma è pur vero che certi valori vadano salvaguardati.

In fondo, anche il suo rientro al calcio giocato con la maglia blaugrana non è stato dei migliori. L’impatto con la nuova realtà, i nuovi schemi da assimilare, la difficile e ancora tutta da verificare convivenza con Messi e Neymar, non lo hanno certo facilitato; rientrato nel Clasico di due settimane fa, perso nettamente dal Barca, la sua partita era durata 69′. Nella clamorosa sconfitta interna di sabato con il Celta Vigo, la maledizione si era abbattuta anche su di lui e soltanto ieri sera, nel match con l’Ajax, è arrivata la prima gioia, la prima vittoria con Suarez in campo. Anche se dell’implacabile giocatore che avevamo imparato a conoscere ancora non c’è traccia, relegato com’è al ruolo di “comprimario” di lusso nel 4-3-3 di Luis Enrique; che tuttavia, una volta trovati i nuovi equilibri tattici, ha in mano una bomba pronta ad esplodere e diventare devastante. In tutti i sensi.

SHARE