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Che la Fiorentina non se la stia passando bene ormai è una cosa accertata, la squadra di Montella stenta in campionato e anche in Europa League, come dimostrato ieri sera, finisce per trovare degli ostacoli similari a quelli della nostra massima serie. In particolare il gol, questo agognato, con Gomez letteralmente spettro di se stesso, passato dall’essere il meraviglioso archibugiere della rinascita fiorentina al teutonico dalle polveri bagnate, a cui non ne va dritta una che sia una; ed un Cuadrado che stenta a ritrovare gli spunti che lo avevano caratterizzato fino all’anno scorso. In mezzo a tutto c’è il tempo però per raccontare il ritorno di Marko Marin, l’altro tedesco di casa viola, rientrato in Grecia contro il Paok e che ieri sera ha offerto una buonissima mezz’ora di gioco sul manto del Franchi.

MARIN IL RITORNO Arrivato a Firenze già infortunato, tanto da far storcere il naso ai più, bollando la stessa società come “manipolo di dirigenti che comprano solo e soltanto rotti”, il tifo viola ha sempre atteso con fermento l’ingresso in campo di Marin. Un giocatore suggestivo, considerato fino a qualche anno fa in patria come uno dei talenti più fulgidi del calcio tedesco, arrivato a Firenze per vie traverse e che proprio nel capoluogo toscano deve cercare di rivitalizzare la sua carriera, precocemente arenatasi in Inghilterra tra le seconde linee del Chelsea. Ad ora due sole apparizioni per il piccolo fantasista, entrambe contro i greci del Paok in EL, dieci minuti in terra greca e poco più di mezz’ora a Firenze, un rientro graduale come lo stesso Montella aveva dichiarato in conferenza stampa, con Marin che ha risposto presente, non tanto a Salonicco, dove ha comunque rischiato di andare in gol, quanto ieri sera al Franchi dove ha mostrato di avere i numeri e il passo giusto per dettare il gioco negli spazi che tanto manca alla Fiorentina attuale.

MARIN SOSTITUTO PERFETTO DI ROSSI Potrebbe essere proprio lui il sostituto perfetto, sicuramente momentaneo, di Giuseppe Rossi, il pluri infortunato Pepito, Marin ha infatti baricentro basso, velocità e accelerazione che lo rendono un cliente difficile per ogni centrale di difesa sia della nostra Serie A che di EL. Soprattutto il talento teutonico può vantare un gioco nello stretto in cui pochi possono ardire, bravo nell’uno-due, nonché nel servire assist, come visto ieri in ben due istanze per Mario Gomez, il suo ingresso ha dato una vera e propria “svegliata” ad una squadra intorpidita nei movimenti e che trova difficoltà notevoli nel saltare l’uomo se non con il solito Cuadrado, e che, una volta arrivata al limite dell’area avversaria, non riesce a sferrare il colpo definitivo per fare male. Marin potrebbe essere l’uomo giusto per Montella e per la Fiorentina, brevilineo con grandi tocchi, capace di ispirare e di fare la superiorità numerica che i tifosi bramano, bravo palla al piede, sgusciante che bada molto al sodo, basta vedersi un paio di contrasti effettuati contro gli “omaccioni” del Paok, cosa questa da non denigrare affatto. Insomma è sembrato più adatto alla Fiorentina lui, arrivato infortunato nemmeno tre mesi fa, che Ilicic, ormai in squadra da più di un anno, che sia solo una sensazione?

Stefano Mastini