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el shaarawy

Quattro gol, tante occasioni e giocate. Tra Sampdoria e Milan finisce 2 a 2, con Okaka e Gabbiadini protagonisti da una parte ed El Shaarawy e Menez dall’altra.

Gli uomini di Mihajlovic confermano il positivo trend già ampiamente dimostrato nelle precedenti partite. Sempre sul pezzo, sempre in grado di avere il pallino del gioco e di attaccare gli spazi, il serbo riesce a trasmettere ai suoi calciatori una voglia di  vincere e di dominare l’avversario come ben pochi tecnici. Soprannominato nei giorni scorsi Mouhajlovic, con chiaro riferimento a Mourinho, non è un caso se il tecnico lo scorso Maggio sia stato accostato alla panchina della Juventus prima dell’addio di Antonio Conte e dell’arrivo di Massimiliano Allegri. E’ difficile trovare un punto debole a questa squadra, piena di giocatori che negli anni hanno dovuto faticare parecchio prima di emergere. Uno su tutti Okaka, che con Mihajlovic è riuscito a sfoderare tutto il suo nascosto portento. L’arrivo di Massimo Ferrero, vero e proprio personaggio, ha portato aria nuova ad ambiente precedentemente depresso in cui vi erano persone non più interessate al calcio. La sensazione è che se questo legame così forte tra società, squadra e tifosi non s’interromperà, allora la Samp riuscirà ad andar lontano e a raggiungere prestigiosi ed inaspettati traguardi. Al momento non bisogna far altro che inchinarsi all’operato di tutti, fare i complimenti ed un in bocca al lupo per il futuro.

Lo stesso, al momento, non è possibile dire del Milan. Dopo un avvio incoraggiante, la squadra di Inzaghi stenta ancora una volta dimostrando notevoli limiti. E’ paradossale il fatto che a questa squadra manchi un Inzaghi, un vero e proprio attaccante sanguigno in grado di star li e di buttarla dentro quando capita. Torres, partito dalla panchina, non è ancora in condizione e a questo punto è lecito domandarsi se e quando riuscirà mai ad entrarci. Menez falso nove certo non disdegna, forse però un’opportunità a Pazzini, anche stasera in panchina per tutti i 90 minuti, sarebbe ora di darla. L’impiego poi di Mexes ed Essien, relegati ad un ruolo marginale fino a qualche settimana fa, lascia il dubbio sull’operato della società in sede di mercato, probabilmente poco attenta alle dinamiche inerenti alla difesa ed al centrocampo. Manca un costruttore di gioco, un Pirlo in in grado di far girare la squadra e di smistare palloni per gli uomini più avanzati. L’unica nota positiva della serata è il ritorno al gol del faraone El Shaarawy, che segna un gol alla Del Piero nel giorno del quarantesimo compleanno dell’attaccante dei Delhi Dynamos. Si può e si deve migliorare, l’importante è non demoralizzarsi e riuscire a trarre la giusta dose di rabbia, che consenta di giungere a future vittorie, da questi stop.

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