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Casa Fiorentina, situazione stabile, morale ne troppo basso ne eccelso, le recenti uscite non sono state decisamente positive/brillanti, la partita esterna contro la Sampdoria ha lasciato non poco l’amaro in bocca alla truppa gigliata, l’impegno di Europa League contro il Paok non ha dato la giusta ripresa immediata, istituendo quindi un giusto “preambolo” in ottica Fiorentina-Napoli, partita di gran lusso del prossimo turno di Serie A.

FIORENTINA BASTA CON LO SMOKING Parafrasando le parole di David Pizarro di qualche giorno fa “E’ ora di lasciare lo smoking a casa e iniziare a pedalare” pensiero che poi è continuato in “Ci sono giocatori che parlano di terzo posto, però se poi giochiamo come a Genova non rispondiamo alle parole con i fatti. Dobbiamo mantenere umiltà ed equilibrio”. Una netta ammissione di colpa che sembrava dover far “cambiare aria” alla Fiorentina già in vista del match europeo, alla fine però terminato con un pareggio figlio delle tante occasioni perse e sbagliate durante i primi 70 minuti di gioco e che solo il sinistro magico di Pasqual su punizione ha tolto da una scomoda situazione finale, con i greci passati, incredibilmente (ad onor di cronaca), in vantaggio grazie ai mirabolanti dribbling di Golasa. Che la Fiorentina abbia espresso un buon calcio, sia contro il Paok che a Genova contro la Samp, è indubbio, gli attaccanti viola si sono ritrovati moltissime volte davanti al portiere avversario, lo stesso non può essere detto però per il numero di gol nel tabellino, il che si traduce spesso e volentieri nel concetto del “lasciare aperte” le partite, oppure di “buttare via” punti preziosi, concetti questi che dovrebbero essere alieni ad una formazione che vuole iniziare a combattere per posti importanti, o meglio, per un campionato/stagione di livello.

FIORENTINA FUORI GLI ATTRIBUTI Quelli veri però, quelli che tutti si aspettano, a partire dai tifosi, dalla società, fino a Montella stesso, che adesso inizia a pretendere una “svolta” per ora sempre e sola presagita che realmente avvenuta. Certo le attenuanti ci sono, non è una caso che nel passato sono state sprecate tantissime parole per ricordare le sfortune della viola, è però doveroso iniziare ad aspettarsi qualcosa in più dai giocatori che la Fiorentina può annoverare nella sua rosa. Soprattutto l’andamento altalenante sembra essere proprio un problema di natura psicologica, come un nervosismo contagiante capace di demoralizzare davanti agli episodi contrari del match, gol subiti, rigori dati, non dati, ammonizioni risparmiate, altre perentorie, insomma il caos del gioco che mischiato all’inerzia del momento finisce spesso e volentieri, almeno negli ultimi tempi, a tradire la Fiorentina non permettendogli quella continuità di rendimento che farebbe innalzare di brutto il morale di tutta la truppa di Montella. Sul banco degli imputati ci sono tutti, troppo facile chiedere a Mario Gomez di non sbagliare più, a Cuadrado di puntare sempre sull’esterno o a Ilicic di provare più il gioco corale che quello da solista; sarebbe infatti opportuno chiedere anche a Pizarro stesso di non gigioneggiare troppo nell’impostare l’azione, o a Tomovic di essere più coraggioso, eccetera, eccetera.

FIORENTINA E IL NAPOLI Due squadre che potevano dirsi simili fino a un paio di settimane fa, poi sotto il Vesuvio è tornato Higuain e la musica sembra essere cambiata per Benitez e i suoi, del resto avere un attaccante capace di risolvere da solo le partite, magari con altri validi intorno come Hamsik e Callejon, non è cosa da poco, anzi, alla fine proprio il suo apporto è capace di cancellare ciò che non va in altre parti del campo. La Fiorentina aspetta ancora il suo “salvatore”, Babacar è un giovane di prospettiva, Gomez sarà lui tra una settimana o due, la risposta deve essere allora offerta dalla squadra in toto, come del resto Montella ha sempre detto, magari sfruttando le proprie prerogative tecniche, magari quel centrocampo “illuminato”capace di far gioco e regalare emozioni e combinazioni nello stretto. Proprio la parte centrale del campo, insieme alle corsie esterne, sarà protagonista del match delle 18:00, pressing, corsa e agonismo non mancheranno, quello che resta da capire sarà come si metterà la partita, tra due formazioni che prediligono l'”offensivismo” potrebbe, e dovrebbe, essere un tripudio di spettacolo, così come d’azioni frammentate; la differenza, sostanzialmente, sarà fatta dalle motivazioni, dagli “attributi” come già detto sopra, magari iniziando, realmente, a pensare un match alla volta, come se non ci fosse futuro e/o domani che tenga. “Vedi Napoli e poi muori” diceva un film di Freda del 1951, stasera il diktat per la Fiorentina deve essere “Vedi Napoli e poi vivi”.

Stefano Mastini

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