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La sua smorfia di dolore aveva detto tutto, al resto ci ha pensato la spietata diagnosi arrivata in mattinata: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, stagione praticamente finita, salvo miracoli. Lorenzo Insigne fa crack e il suo ko fa male a tutto il calcio italiano; parliamo di uno dei maggiori talenti espressi (non ancora del tutto ovviamente) dal nostro movimento negli ultimi anni, che proprio adesso sembrava essersi ritrovato dopo un periodo complicato dal quale era venuto fuori con tenacia e caparbietà e con l’aiuto di Benitez  e del suo staff. Si, perchè per il tecnico spagnolo, Insigne è sempre stato la prima scelta, il titolare, l’uomo capace di coniugare le due fasi e soddisfare le sofisticate idee di calcio di don Rafè.

L’aveva capito subito che si trattava di qualcosa di grave e anche Montella a bordo panchina, lui che di guai seri se ne intende, con quella pacca sulla spalla aveva voluto testimoniargli la sua vicinanza in questo momento difficile. Adesso non sarà facile ripartire ma come sottolineato dal medico sociale azzurro, Alfonso De Nicola, “Lorenzo è forte, è un grande professionista perché sa fare una vita sana, è un grande lavoratore e non si tira mai indietro“. Tornare sui livelli espressi fino a ieri non sarà comunque facile, anche perchè a quei livelli Lorenzinho (così come l’avevano ribattezzato i tifosi del Pescara) non ci era mai arrivato da quando tre stagioni fa aveva esordito in serie A. Un percorso costante il suo, fatto di tante panchine con Mazzarri, alti e bassi l’anno passato e finalmente costanza durante questo primo scorcio di stagione; le sue prestazioni avevano attirato anche le attenzioni di Antonio Conte che sembrava pronto a convocarlo in Nazionale dopo la fallimentare esperienza prandelliana. I rumors parlavano addirittura di un nuovo ruolo da interno di centrocampo accanto a Pirlo che il ct azzurro era pronto a cucire apposta per lui, anche se la sua casa resta quella da esterno d’attacco. Un esterno con le qualità di Insigne, capace di saltare l’uomo e inventare giocate sopraffine per i compagni, è quello che oggi manca in Italia; anche ieri contro la Fiorentina, prima dell’infortunio, era stato tra i più vivaci del Napoli.

Forse il più in forma, assieme a Higuain, ecco perchè questo lungo stop non ci voleva.  Ancora poco attivo sotto porta, ma di nuovo vivace e decisivo, il suo estro mancherà tanto agli uomini di Benitez, senza dubbio. Dopo aver affrontato e sconfitto i fischi ingenerosi del suo pubblico, le diffidenze di chi non lo voleva “da grande squadra“, la pressione di essere un napoletano a Napoli; ora per Insigne arriva la sfida più difficile, alle prese con il primo grave infortunio della carriera. L’intervento chirurgico effettuato questo pomeriggio a Villa Stuart dal professor Mariani è stato il primo passo. Le parole di De Nicola fanno comunque ben sperare: “Lorenzo è un ragazzo a posto e questo credo che lo aiuterà molto a recuperare addirittura prima del previsto”. Lo speriamo tutti, in bocca al lupo!

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