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Un abbraccio, due minuti di silenzio ed un papavero cucito sulla divisa. Ecco come viene celebrato sui campi di Premier il “Remembrance Sunday“, seconda domenica di novembre dedicata al ricordo dei militari britannici caduti durante le due guerre mondiali. Due guerre come i due minuti di silenzio, ed un papavero rosso come quelli dei campi delle Fiandre cosparsi dal sangue dei soldati durante la guerra di trincea del 14-18. Solitamente in queste occasioni si tende ad essere uniti, a superare le diversità e le ostilità, ma la Gran Bretagna nasce dall’unione di diverse componenti di cui alcune sono rimaste fermamente ancorate alle proprie origini, restie a dimenticare screzi nati nel passato ma sempre incredibilmente attuali.

Questa è la storia di James McClean, difensore del Wigan di origini nord irlandesi, nato a Derry e fierissimo della sua provenienza. Durante il match tra la sua squadra ed il Bolton, la sua divisa era l’unica a non avere il “poppy” (papavero) cucito sul petto, gesto che l’ha reso bersaglio per i fischi e gli insulti dei tanti tifosi sugli spalti i quali hanno identificato l’azione del giocatore evidentemente dissacrante nei confronti dei compatrioti caduti. McClean non ha fatto una piega, ma ha ritenuto opportuno giustificare la sua scelta e motivarla con una lettera aperta al presidente del Wigan Dave Whelan:

Caro Presidente, ho un profondo e totale rispetto per coloro che combatterono e morirono in entrambe le Guerre mondiali.  […] Ma il poppy rappresenta anche altre vittime e per i nordirlandesi – in particolare quelli di Derry, come me – è il simbolo del massacro del Bloody Sunday del 1972 (giorno in cui l’esercito britannico sparò sulla folla che manifestava per il rispetto dei diritti civili, colpendo 26 persone e causando 14 morti). Se indossassi il poppy, la mia gente la considererebbe una mancanza di rispetto per gli innocenti che persero la vita durante il conflitto nordirlandese e, in particolare, nel Bloody Sunday. […]  Voglio che sia chiaro che non sono un anti-britannico e che sono un pacifista, contrario a tutte le guerre.[…] Ma sono molto fiero delle mie origini e non posso fare qualcosa che ritengo profondamente sbagliato”.*

Una scelta politica, un ritorno alle origini ed un atto forte per ricordare come in Gran Bretagna passi spesso in secondo piano il ricordo delle particolarità in favore di un unione da molti ancora non del tutto digerita. Questa non è la prima volta in cui McClean ha deciso di esporsi riguardo questo avvenimento: quando vestiva la maglia del Sunderland aveva già rinunciato al “poppy”, ricevendo in cambio oltre ai fischi anche minacce di morte. Spesso, però, la forza interiore e la convinzione delle proprie idee possono creare un guscio che non può essere scalfito da nulla e che, piuttosto, serve a far riflettere le persone che si sentono oltraggiate sul perchè qualcuno possa essere  pronto ad affrontare tutto ciò a causa di un semplice papavero. 

* Fonte: www.foxsports.it

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