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“Benedetta la sosta” aveva dichiarato Walter Mazzarri alla vigilia della sfida con il Verona, in vista dei 15 giorni di pausa di avvicinamento al derby contro il Milan. Non possiamo esserne certi, ma immaginiamo che questo pensiero si sia più volte rivoltato nella testa del tecnico livornese durante il posticipo di domenica sera, specialmente quando Medel (il “prescelto” dell’estate), decideva di farsi espellere e concedere il calcio di rigore agli scaligeri. Forse per la prima volta da quando è all’Inter egli stesso avrà temuto che un domani, o meglio “una sosta”, non ci sarebbe stata per lui su quella panchina.

UNO CONTRO TUTTI – Che quello tra Mazzarri e il mondo dell’Inter non sarebbe mai stato una love story lo si sapeva dal maggio del 2013, ma che dopo 18 mesi si potesse arrivare a questi livelli ce ne voleva molto. Raramente nel mondo del calcio, specialmente dalle parti della Milano nerazzurra, si era creato un clima così ostile tra un tecnico e quasi 6 milioni di tifosi, presidenti compresi, senza che quest’ultimo venisse  sollevato dall’incarico. Salvaguardato dagli oltre 3 mln di euro d’ingaggio, e da una situazione societaria in cui la casella “licenziamento tecnico” fino a poche ore fa non era contemplata, il buon Walter ha proseguito la sua fallimentare campagna nerazzurra, raccogliendo in serie dissensi e figuracce. Se non bastassero i palesi aspetti tecnici (squadra senza gioco, senza alternative, giocatori fuori ruolo, preparazione fisica disastrosa ecc. ecc.), Mazzarri ha continuato a compromettere il suo futuro con le deliranti dichiarazioni che lo hanno reso ancora più celebre delle sue gesta in panchina, dal “Abbiamo “festeggiato” il quinto posto l’anno scorso”, fino a quella tragicomica di domenica sera “Ad un certo punto è cominciato anche a piovere”.

L’ULTIMATUM – Il malcontento, per i risultati e non, ormai è arrivato fino ai piani alti. L’ultimatum che la stampa, e il mondo interista in generale, aveva pronosticato di partita in partita è arrivato per davvero. Quella contro il Milan sarà veramente l’ultima chance di Walter Mazzarri per continuare l’avventura interista, ovviamente con un solo risultato su tre dalla sua parte. L’aspetto buffo, e per certi versi tragico, è che gli unici a sorridere al fischio finale saranno i 6 milioni di interisti. Un derby vinto o la cacciata dell’ “Uomo nel Mirino”? -13 al derby di Milano.

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