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bayern robben
Arjen Robben, l’ala olandese del Bayern Monaco, ha rilasciato una lunga intervista a France Football dove ha parlato della squadra tedesca, della sfida contro la Roma e del suo allenatore Guardiola.

GUARDIOLA – Il gioco con Guardiola ora è più flessibile con vari sistemi di gioco da adottare durante una stessa partita, diventando sempre più imprevedibiliMigliorato molto con spostamenti più intelligenti, riflettendo di più, senza perdere spontaneità. Ma anche io sono migliorato almeno del 2-3%  per ogni settore, soprattutto tatticamente. E’ un allenatore malato di calcio e che puoi chiamare alle tre di notte per parlare di tattica”.

DRIBBLING – Fin da piccolo adoravo scartare gli avversari. Il dribbling è tutta una questione di ritmo. Giocando spesso a destra, da mancino mi accentro per tirare. In quel momento, il ritmo diventa primordiale. Anche se l’avversario può intuire e anticipare, il mio istinto mi permette di fare la differenza, scartando o andando al tiro. L’uno contro uno è il modo più semplice per arrivare alla porta. Bisogna quindi avere fiducia in sé stessi e l’aiuto dei compagni di squadra. E’ una questione di equilibrio, ma ammetto anche che il piede destro non mi serve molto“.

ROMA  – “Quella partita è stata preparata alla perfezione, ce li siamo divorati giocando negli intervalli, scalando in modo costante. Era una di quelle partite che ami giocare e poi te le ricordi poi per tutta la vita”.

CARRIERA – “Non mi piace compararmi agli altri, ma va detto che Ronaldo e Messi sono due mostri. Quel che fanno da sei anni in qua va oltre la realtà. Sono superiori a tutti, anche se qui al Bayern ci sono giocatori tedeschi straordinari – conclude Robben – Sono soddisfatto della mia carriera. Ho giocato in grandi club, avuto grandi allenatori, vinto tanto. Al Bayern ho raggiunto i vertici del calcio. Non sono mai stato così felice. Ho ancora qualche stagione davanti, ma è anche vero che non ho motivi di cercare altrove”

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