SHARE

rudi-garcia-roma

A Roma è tempo di bilanci, dopo un avvio di stagione sulla falsa riga di quello dello scorso anno e un impatto in Champions League dalle due facce, la sosta per le nazionali casca “ad hoc” per rivitalizzare i tanti giocatori che si sono sobbarcati molti impegni senza rifiatare. Quello che per oggi fa notizia è la decisione del Giudice Sportivo che punisce per l’ennesima volta, in particolare per l’undicesima, il comportamento di Rudi Garcia, il tecnico giallorosso.

GARCIA E IL TELEFONO Ecco il comunicato integrale del Giudice Sportivo “Ammenda di € 30.000,00 : alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori; 1) al 22° del primo tempo ed al 12° del secondo tempo, intonato cori insultanti per motivi di origine territoriale e, al 21° delprimo tempo ed al 3° del secondo tempo, esibito degli striscioni di analogo tenore; 2) fatto esplodere nel proprio settore, nel corso della gara, alcuni petardi ed acceso un bengala; per avere inoltre un componente della panchina aggiuntiva, nel corso del primo tempo, fatto uso ripetutamente di un’apparecchiatura rice-trasmittente; con recidiva specifica reiterata; sanzione attenuata ex art. 13, comma 1 lett. a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”. L’allenatore della Roma è già stato sanzionato ben 10 dieci volte per aver contravvenuto alla regola numero 4 del regolamento calcistico che prevede “L’uso di sistemi di comunicazione elettronica tra calciatori e/o staff tecnico non è consentito”, incorrendo, tra l’altro, anche nell’aggravante di “recidiva” del Giudice che ha combinato per la società giallorossa un’ammenda decisamente al di sopra del normale. Per adesso il telefono, anzi la ricetrasmittente, con la quale Garcia è solito confrontarsi con il vice Frederic Bompard, è costata ben 122 mila € alla Roma. Le ripetute sanzioni non hanno però destato problemi e/o tensioni nell’ambiente romanista, evidentemente “il gioco vale la candela”.

Stefano Mastini

SHARE