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Brazil v Germany: Semi Final - 2014 FIFA World Cup Brazil

Un uomo d’altri tempi o semplicemente un calciatore e basta. Questo è Miroslav Klose, attaccante tedesco della Lazio, un signor attaccante che ha superato Ronaldo nella classifica marcatori della storia del Mondiale e ha segnato per la Nazionale tedesca per quattro Mondiali di fila. Alla prima di “Die Mannschaft” (“La squadra”) film che racconta la storia della Germania campione del mondo, Klose è stato intervistato da GQ che lo ha eletto “uomo dell’anno in Germania” e ha cercato di scoprire l’uomo prima del calciatore parlando della propria infanzia, del suo rapporto con i social e dei lavori prima di diventare calciatore professionista.

Sui social network la sua opinione è netta “Non ho bisogno di mettere in scena la mia vita. Ci sono probabilmente centinaia di profili con il mio nome, ma non sono io ovviamente. Penso che non sia così interessante mostrare cosa faccio nella mia vita privata. Ci sarà davvero qualcuno che vuole vedere come mangio, come bevo o come gioco con i miei figli? Non credo”.

Poi c’è spazio per parlare della sua infanzia e dei suoi anni dopo la scuola: “Nel calcio tanti ragazzi rubano i segreti del mestiere in fretta. Quando ero piccolo io, ero abbastanza disorientato. I calciatori imparano la tattica già nelle scuole calcio, con modelli che apparentemente portano al successo. Però ci sono cose nella vita che non si imparano nelle scuole. La voglia di migliorare dentro non te la insegna nessuno. Dopo la scuola ho trascorso tre anni come apprendista presso un falegname. È stato un periodo importante che mi ha plasmato. Passavo giorni e giorni in piedi in garage a tagliare il legno, a ordinarlo per poi montarlo sui tetti delle case. Da quel momento ho capito il risultato degli sforzi compiuti. La cosa importante è essere in grado di vedere i risultati per rendersi conto della qualità del lavoro svolto”.

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