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Non abbiamo i soldi per pagare il mister“. Con queste parole Sergej Stepashin, membro del comitato esecutivo della federazione russa, ha in buona sostanza liquidato la questione relativa allo stipendio di Fabio Capello (attuale ct della Nazionale) che Don Fabio e il suo staff non ricevono ormai da cinque mesi. A riaprire la crepa nei rapporti ormai tesissimi tra il tecnico friulano e i dirigenti federali, ci hanno pensato Christian Panucci e Massimo Neri (suoi fidati collaboratori) che non si sono presentati al raduno della selezione russa che si sta svolgendo in questi giorni in Austria. Anche loro, come Capello, non ricevono da mesi il loro stipendio e sono addirittura senza contratto; erano stati comunque “invitati” a partecipare al raduno, ma hanno preferito disertare.

Non avrebbe mai pensato, Capello, di vivere una situazione del genere quando, firmando il suo contratto da otto milioni di euro a stagione, era diventato l’allenatore più pagato al mondo. Invece, stando a quanto dichiarato da Stepashin, i soldi sono finiti e si starebbe cercando il modo di reperire fondi che vadano a finanziare l’oneroso accordo economico; in realtà, in Russia e non solo, in molti sostengono che la verità sia un’altra e che tutto questo sia un modo per liberarsi una volte per tutte di Capello e del suo stipendio milionario. Del resto, il feeling con tutto l’ambiente russo non era mai scoccato e al resto ci hanno pensato prima la pessima figura rimediata al Mondiale brasiliano, e poi gli ultimi deludenti risultati nel girone di qualificazione a Euro 2016. I dirigenti federali russi si sono accorti che il progetto ambizioso che era iniziato con l’ingaggio di Capello si è pericolosamente arrestato e, a poco più di tre anni dal Mondiale del 2018 che si svolgerà proprio in Russia, urge trovare delle soluzioni alla crisi in cui sembra continuare a essere tutto il movimento calcistico. Una nazione come la Russia non può permettersi altre brutte figure, ben sapendo quale ritorno d’immagine un Mondiale da protagonista potrebbe avere sulla scena internazionale; inverosimile pensare ad una mancanza di liquidità per un paese in cui, negli ultimi anni, i tanti oligarchi hanno dimostrato di investire nel calcio e nello sport in generale.

La Russia è stufa di Capello e molto probabilmente la cosa è reciproca. Anche lui, in un primo momento voglioso di misurarsi con questa nuova stimolante avventura, non può essere soddisfatto. Tralasciando l’aspetto meramente economico, che pure conta, sa perfettamente che forse il calcio russo oggi è quello che tutti vedono e che migliorarlo è molto difficile; soprattutto considerando il poco a disposizione fino ai prossimi mondiali e la pazienza “a termine” che la federazione ha mostrato di avere. Osteggiato dalla critica, abbandonato dai suoi dirigenti con lo stesso Stepashin che ha rincarato la dose, affermando che “il pagamento deve basarsi sui risultati, questo è un uso efficiente del denaro pubblico“.

Il destinatario dell’ennesima frecciatina? Provate a indovinare.

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