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PEGASO NEWSPORT MILANO/PRESIDENTI IN LEGA

Quante volte vi è capitato di affrontare un argomento calcistico e trovare davanti a voi qualcuno che la pensasse all’opposto? Come se un calciatore avesse due personalità distinte, da una parte fenomeno, dall’altra bidone. Anche nella redazione di MaiDireCalcio accade ciò e così un po’ per diletto un po’ per conoscere le idee dei nostri utenti abbiamo deciso di lanciare la rubrica “Dr Jekyll e Mr Hyde”, uno spazio a quattro mani dove si analizzerà l’argomento principe degli ultimi giorni e si cercherà di valutarne i pro e i contro, il buono e il cattivo, lo yin e lo yang, il giusto o lo sbagliato, il bello o il brutto, insomma un’analisi a 360 gradi. Oggi a tenere banco è l’ambigua figura di Massimo Ferrero, estroso presidente della Sampdoria:questo personaggio è un bene o un male per i blucerchiati e per il calcio italiano in generale?

Due cambi chiave, due cambi che hanno capovolto drasticamente la situazione di una squadra: l’arrivo di Mihajlovic al posto di Delio Rossi e quello di Ferrero al posto di Garrone. Se il primo cambio è intervenuto sostanzialmente sull’atteggiamento in campo di una squadra apatica e prevedibile, quello ai piani alti ha avuto lo stesso impatto, movimentando e mandando in fibrillazione un ambiente calmo, tranquillo e pacato. L’impatto del “viperetta” è stato esplosivo, una bomba che ha risvegliato una piazza sopita da tempo aiutato anche dagli ottimi risultati ottenuti dalla squadra. Ma il pittoresco presidente ha effettivamente qualche merito per quanto riguarda l’ottimo campionato blucerchiato? Diciamolo, Massimo Ferrero non può certo essere definito l’emblema della sobrietà, ma di certo ha saputo creare un personaggio in grado di “piacere” ai media e alla piazza, di farsi coinvolgere dal progetto nonostante non c’entri assolutamente nulla con la città di Genova o con i colori blucerchiati, in grado di suscitare ilarità anche nei professionisti più seri dell’ambiente. Effettivamente un personaggio del genere c’entra poco con il calcio, ma è una persona in grado di stemperare gli animi e, nonostante qualche battuta di cattivo gusto, il suo tono ed il suo modo di fare non possono che strappare un sorriso. Gli effetti della sua figura mediaticamente potente e divertente sono quelli di concentrare su di se le attenzioni del “cattivissimo” sistema di comunicazioni italiano, in grado di perseguitare, criticare, infangare come pochi altri. Da questo punto di vista Ferrero è inattaccabile, poichè mostra spontaneamente tutto ciò che lui è ( o che fa) senza censure o segreti, affrontando il sistema con naturalezza e sfacciataggine. E quindi ben vengano le avance alla D’Amico, le  battute su Thohir e le passerelle danzanti dopo le vittorie in casa: Ferrero è il nuovo “re” della Serie A che, con il suo volto che si presta a parodie, interviste ed attenzioni, permette al suo perfetto alter ego Mihajlovic di lavorare con tranquillità e concentrarsi soltanto sulla squadra. In poche parole, tra un unicorno volante ed una scimmia parlante (per citare l’imitazione degli Autogol), tra farfugliamenti e look alternativi (mostrati da Maurizio Crozza), Ferrero è il vero parafulmine della sua squadra, proteggendo con la sua eccentricità staff e gioatori dagli assalti esterni. A poco conta che non sia un presidente competente o che capisca poco di ciò che accade in campo: l’importante è che possa essere consapevole dei suoi limiti ed in grado di far lavorare senza interferenze i suoi “sottoposti”, occupandosi della “spending review” iniziata dal primo giorno di presidenza e del divertente rapporto con i media. Certo, i risultati positivi per il momento lo rendono idolo del popolo blucerchiato e quando le cose cominceranno a cambiare forse la sua ambigua figura inizierà a ricevere le prime critiche, ma per il momento si può azzardare che l’attuale posizione della Samp e l’entrata in campo dell’estroso presidente non coincidano per motivi esattamente ed esclusivamente casuali.

Dr. Jekyll, Domenico Silvestro

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E’ il 12 giugno 2014 e il comunicato stampa che arriva è di quelli potenti: Garrone lascia, rileva la società  Sampdoria, a titolo gratuito (con circa 15 mln di debito) Massimo Ferrero. Cioè fermi tutti, Ferrero? Ma quel Ferrero? Alzi la mano chi, almeno per un attimo, si è pensato la prossima Serie A invasa da Kinder Bueno, Kinder Delice, cioccolato, nocciole, Ferrero Rocher e Ambrogi vari. Niente di tutto ciò, è bastato aspettare la prima conferenza stampa della nuova gestione Sampdoria per vedersi arrivare lui: Massimo Ferrero. Barba d’ordinanza, media/bassa statura, gesto pronto. Prima in camicia e giacca, poi subito con la maglietta blucerchiata sotto gli occhi di un Garrone perplesso e di molti giornalisti a cui lui stesso chiede “Permettete che me la metta?” e subito dopo, mostrando il numero 10 fiero “Eh?! Questa poi mi dovete dare qualcosa che se la vendete..”. Detto questo chiediamoci “chi è Massimo Ferrero?”. Massimo Ferrero è un imprenditore romano classe 51′, una vita nel mondo dello spettacolo, il suo target è il cinema, da tuttofare a direttore di produzione in poco meno di 5 anni, poi organizzatore generale, produttore esecutivo, infine produttore cinematografico vero e proprio. Nel suo “carnet” di film prodotti e diretti ci sono titoli sobri quali il ciclo di Tinto Brass (La Chiave, Miranda, Capriccio, Snack bar Budapest, Fermo posta e Tra(sgre)dire), oppure opere di prospettiva come “A mezzanotte va la ronda del piacere” e “L’anatra all’arancia”. Aspettate, aspettate, presidente di calcio, imprenditore cinematografico, personaggio estroverso, vi ricorda mica qualcuno? Sarà  mica Vittorio Cecchi Gori? L’ex patron della Fiorentina, romano di nascita, con la Roma nel cuore (come del resto Ferrero), capace di far fallire la viola, ricordato nel capoluogo toscano per le sue esultanze, donne e altri particolari vari più che per risultati. Come se non bastasse già  qualche tratto di questo tipo si aggiunge anche il fatto che lo stesso Ferrero ha acquisito ben 60 sale cinemaografiche proprio di Cecchi Gori, tra le quali, fiore all’occhiello, il cinema Adriano, vero e proprio amore del vecchio patron viola, senza poi contare che entrambi possono vantare procedimenti giudiziari per il reato di “bancarotta fraudolenta”, Ferrero ha patteggiato, Vittorio no. Comunque adesso è iniziato il campionato, la Sampdoria, a fronte di una “spending review” potente si trova in ottima posizione di classifica, Mihajlovic sta diventando un nome caldo per svariate panchine e Ferrero festeggia, sia in tribuna che in campo, inizia così ad avere a che fare con gli altri presidenti, in primis Preziosi, che fa buon viso a cattivo gioco davanti all’invasione di campo del numero uno doriano a fine derby, poi Thohir, con la famosa dichiarazione di qualche tempo fa (per cui è stato deferito), infine Zamparini in diretta da Tiki Taka. Insomma se son rosa fioriranno, per adesso si parla, si e no, di boccioli. Il suo rapporto con le telecamere e il mondo dello spettacolo è stato poi amore a prima vista, lui è scatenanto, risponde a tutti, scherza qua e là e dimostra di essere telegenico, anche se già aveva dimostrato ciò in qualche cameo nelle sue pellicole, su tutte “Ultrà” con Ricky Tognazzi e in “Camerieri”. Ecco adesso fermiamoci, perchè siamo arrivati al nocciolo, premettendo che non possiamo ancora apostrofare il suo operato alla Samp, diritto al beneficio del dubbio, possiamo interrogarci sull’indispensabilità  del personaggio mediatico, cioè noi Italia avevamo bisogno di un altro presidente così mediatico? Forse si, forse no, in un momento in cui il pallone se la vede male bisognerebbe puntare sulla tranquillità , sull’impegno, sulla serietà , non sarebbe dispiaciuto un “Campedelli”, o magari un “Pozzo”, invece c’è Ferrero che, almeno in questo inizio di stagione ci sta tenendo occupati con “gag” e quanto altro più che con bilanci e risultati. Per quelli ci sarà  tempo poi, ai posteri l’ardua sentenza.

Mr. Hyde, Stefano Mastini 

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