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    Filippo-Inzaghi-Allenatore

Filippo Inzaghi è  l’allenatore del Milan da solo 5 mesi, ma ha già le idee chiarissime sul proprio futuro. L’ex numero 9 rossonero è stato intervistato dal Corriere della Sera, ecco le sue parole: L’ultima volta che il presidente è stato a Milanello ha detto che mi vorrebbe allenatore per i prossimi vent’anni. Allora dico che sogno di diventare il Ferguson del Milan, perché questa maglia mi ha dato tutto, questa società mi capisce. Mi vogliono tutti bene e so che mi sosterranno anche nei momenti difficili. Ecco perché non dico che sogno di vincere questo o quel trofeo: i successi, col lavoro, arriveranno. Io mi auguro solo di restare qui il più a lungo possibile”.

 Uno dei grandi “acquisti” di questa stagione per il Milan di Pippo Inzaghi è sicuramente il ritorno al fianco della squadra del presidente Berlusconi, che sta incontrando i suoi ragazzi quasi tutti i venerdì: “Il presidente vuole sempre primeggiare in tutto, io so che vuole tornare a vincere, quindi sono molto sereno – ha spiegato Inzaghi -. Anche i tifosi stiano tranquilli perché piano piano tornerà tutto: i titoli, i campioni, il Milan di un tempo”. Alla ripresa del campionato, ecco il derby contro l’Inter, che come i rossoneri stanno attraverso un periodo con qualche difficoltà: “Milan-Inter è sempre il massimo. Poi ci sono i cicli. Le due squadre torneranno grandi, spero prima il Milan. Per quanto mi riguarda spero mi sia dato il tempo per lavorare e che si consideri che alleno da pochi mesi. So che devo dimostrare tutto e che se una partita non dovesse andare bene i giudizi cambierebbero, ma il Milan ha investito su di me per aprire un ciclo. Sono sicuro che torneremo a vincere scudetti. Non so dire quando, ma presto”.

Inzaghi ha poi dichiarato di essere soddisfatto dei primi mesi del suo Milan: “Credo che la partita contro la Samp sia stata la nostra migliore sul piano del gioco. Me l’ha scritto anche Arrigo Sacchi e mi ha riempito d’orgoglio. Siamo stati squadra, abbiamo ancora qualche difettuccio che ci limita, ma abbiamo comandato sul piano del gioco. La strada è tracciata. Mi aspettavo più problemi. Mi ha meravigliato lo spirito del gruppo, che non è mai mancato. Non posso rimproverare niente a questi ragazzi. Fondazione Milan è arrabbiata con me perché finora non ho dato neanche una multa! Non c’è stato un ritardo o un comportamento sbagliato. Ho visto serietà, dedizione al lavoro, onore alla maglia”.

  

                                  

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