SHARE

de rossi italia

Mentre la Serie A riposa grazie alla sosta, la nazionale di Antonio Conte è a lavoro, per portare a casa i tre punti nel match di domenica sera contro l’ostica Croazia di Kovacic &co. Proprio contro gli uomini di Niko Kovac, il centrocampista della Roma Daniele De Rossi entrerà a far parte dell’Olimpo dei calciatori italiani, in tripla cifra di presenze, infatti, quella di domenica sarà la gara numero 100 in azzurro per ‘capitan futuro’. Il centrocampista giallorosso, si è presentato in conferenza stampa emozionato per il traguardo raggiunto: “Le 100 presenze costituiscono un traguardo incredibile, inimmaginabile, che porterò nel cuore anche dopo la fine della carriera. Dedico il mio traguardo al mio amico Emanuele Mancini, che gioca in D, calciatore meraviglioso con cui sono cresciuto nel settore giovanile della Roma. Il primo pensiero va a lui”.

SU BALOTELLI – De Rossi ha proseguito, rispondendo alle domande su Mario Balotelli: “E’ difficile da credere che Conte si faccia indirizzare per convocarlo. Quelle battute su di lui dopo i Mondiali? Conte alla prima conferenza ha detto che riparte dagli uomini e non ha fatto riferimento a nessuno. Quel discorso era legato a come poter ripartire. Si riparte dagli uomini, in Nazionale e con la Roma. Con Balotelli non è detto che non possiamo diventare amici. E’ un bravo ragazzo, buono. Non mette zizzania nello spogliatoio.”

ITALIA, RUOLO E MAZZARRI… – “Sono pronto a fare vari ruoli, a ciò che servirà, con la massima disponibilità. Il fatto che Conte mi volesse alla Juventus mi ha inorgoglito, è un tecnico che ho sempre stimato. Se mi voleva alla Juve è piacevole se lo dice il diretto interessato. Scelta di restare alla Roma non mi lascia rimpianti. Con la Roma dopo la Juve siamo ripartiti con amarezza ma ce la siamo giocati alla pari. La delusione del Mondiale? Il tempo allontana i brutti ricordi e si riparte. Se faremo gran gara domenica troveremo più fiducia, c’è bisogno di tornare a vincere. Il problema dei troppi stranieri nel nostro calcio? Siamo tutti liberi di girare per il mondo, non si può chiudere una nazione di calcio come l’Italia. Bisogna lavorare sul vivaio e sui settori giovanili. ci vuole un progetto lungo per riportare qualità. Io difensore? Sono pronto, magari mi si allunga anche la carriera. La mia partita più importante con la maglia dell’Italia? La finale di Berlino la più indimenticabile, il punto più alto della mia carriera. Mi aspetto di vincere l’Europeo, l’allenatore pensa solo a questo. Mi dispiace per Mazzarri, allenatore molto bravo. Sono contento per Mancini, lo stimo molto”.

SHARE