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CAMPIONATO SERIE A TIM 2013/14 17° GIORNATA TORINO VS CHIEVO

No, non è mai troppo tardi. Nemmeno per la Nazionale. La storia di Emiliano Moretti è di quelle che riconciliano con il calcio e lo sport in generale e fanno bene, in tutti i sensi. Scoprire la Nazionale azzurra a 33 anni suonati, con la concreta possibilità di esordirci al primo colpo, non capita spesso; sopratutto se credi di aver già dato il meglio e di non poter ambire ancora alla chiamata che tutti i calciatori sognano fin da bambini. Ecco, di sognare non si deve mai smettere, perchè alle volte i sogni si avverano.

Dalla Lodigiani, a Coverciano. Nel mezzo, Fiorentina, Juventus, Modena, Parma, Bologna, Valencia, Genoa e infine Torino. Molti hanno pensato che Antonio Conte avesse voluto regalargli una sorta di “premio alla carriera“, concedendogli questa opportunità, ma chi conosce bene Moretti sa che stiamo parlando di uno dei difensori più continui nelle ultime stagioni in serie A e che la sua, in Nazionale, non può considerarsi una semplice “comparsata”. Questa chiamata arriva da lontano, quando il suo ruolo era quello di terzino sinistro (e buona spinta). Negli ultimi anni si è riciclato difensore in una difesa a tre; guarda caso proprio quella preferita dal ct, alle prese con l’emergenza in vista della decisiva alla Croazia di domenica sera. L’ultima defezione di Ogbonna, a cui c’è da aggiungere la squalifica di Bonucci, potrebbe aprire le porte all’esordio dal primo minuto proprio di Moretti; nel Toro di Ventura e prima ancora nel Genoa di Gasperini, ha potuto memorizzare alla perfezione i meccanismi delle difesa a tre ed è per questo che, in un ipotetico ballottaggio con Rugani (esordiente anche lui), Moretti potrebbe avere la meglio.

Lui, Moretti, sa bene di non dover dimostrare più niente a nessuno e questo potrebbe fare la differenza. L’esperienza maturata in tanti anni ad alti livelli e l’umiltà che da sempre lo contraddistinguono, ne fanno uno dei perni dello spogliatoio granata di cui è uno dei leader; ed è proprio con i suoi compagni che ha voluto condividere questa prima convocazione in azzurro, “senza i risultati ottenuti in granata non sarei mai potuto arrivare fino a qui”- dichiara visibilmente emozionato. L’emozione può arrivare anche a 33 anni, la Nazionale si sa, gioca brutti scherzi; Moretti tuttavia spera di potersi ritagliare un posto nel gruppo anche in futuro e sa meglio di chiunque altro di “ essermi anche meritato questa convocazione, pur non essendo un top player”. Il suo Toro quest’anno si sta misurando con le difficoltà che la partecipazione all’Europa League può comportare per una squadra dalla rosa non molto lunga e quindi non abituata al doppio impegno; Moretti credeva potesse essere penalizzato dagli alti e bassi del suo club e invece ha ricevuto la chiamata di Conte. “Infatti questa è una chiamata inaspettata per me, ma ora che sono qui ne voglio approfittare, è il massimo poter lavorare accanto a gente che ha più di 100 presenze in Nazionale”.

Non mollare mai avere continuamente voglia di migliorarsi: una lezione ai tanti giovani senza umiltà di oggi. Prima o poi, il lavoro paga e per i sogni c’è sempre tempo, anche a 33 anni. E’ la storia di Moretti, una bella storia.

 

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