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Armero.-1

I quattordici minuti giocati finora da Pablo Armero nella sua prima stagione da milanista sono passati quasi inosservati, ben più interessante invece il suo sfogo di qualche giorno fa affidato al quotidiano colombiano El Universal direttamente dal ritiro della nazionale sudamericana. L’ex laterale mancino di Udinese e Napoli pare infatti non aver accettato di buon grado il ruolo affidatogli da mister Inzaghi nel nuovo Milan, ovvero quello di riserva delle riserve. In effetti a oggi non si spiega come la società di Via Aldo Rossi abbia deciso di puntare su un giocatore come il colombiano, sapendo delle difficoltà cui il giocatore era andato incontro nelle precedenti esperienze al San Paolo e al Friuli. Volendo il suo caso potrebbe essere paragonato anche a quello di Michael Agazzi, altro ingaggio al momento inspiegabile. Per ora l’ex portiere del Chievo però vive in silenzio la sua emarginazione, mentre l’insofferenza di Armero va aggiungersi a quelle già manifestate nelle settimane passate, direttamente, o per interposta persona, dai vari El Shaarawy, Van Ginkel e Pazzini, l’ultimo a esprimere disappunto per la scarsa fiducia ricevuta dal tecnico. In particolare “il Pazzo” vorrebbe giocare di più e reclama un posto in squadra, prima attraverso la moglie Silvia, poi con un gol contro il San Lorenzo nella flop serata del trofeo Berlusconi. Il divorzio tra l’ex Fiorentina e Inter e il Milan sembra però già annunciato con Torino, sponda granata e Parma le possibili destinazioni a gennaio anche se c’è l’ostacolo dell’ingaggio da 2,7 mln di euro netti a stagione. L’amichevole col San Lorenzo invece sembrava aver portato bene a Van Ginkel; Inzaghi lo ha sperimentato nel ruolo tanto gradito all’olandese di regista davanti alla difesa, ruolo che è piaciuto anche a Galliani,e  improvvisamente sono rispuntate le qualità del giocatore di proprietà del Chelsea che mai si erano viste in questi primi mesi rossoneri. Soltanto qualche giorno prima del Trofeo Berlusconi però il suo agente aveva minacciato un ritorno del suo assistito a Stanford Bridge già a gennaio in caso di un utilizzo insufficiente da parte di Inzaghi.
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