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Manuel Neuer non è solo incredibile reattività tra i pali: è coraggio nelle uscite, scivolate da centrale e piedi da libero

Alzi la mano chi non è rimasto impressionato da Manuel Neuer: le braccia alzate saranno poche, pochissime, forse nessuna. Perché Manuel Neuer è più che un portiere, è un giocatore di calcio a 360°, in grado di impostare la manovra con i piedi, in grado di fare grandi salvataggi fuori dall’area di rigore, in grado di rispondere in maniera incredibilmente reattiva fra i pali. Quello che colpisce del numero 1 tedesco è senza dubbio il grande coraggio: quella si dote non da tutti, troppo spesso vediamo portieri uscire e poi fermarsi a metà strada, incerti sul da farsi, esibendosi in interventi imbarazzanti e rimanendo a metà fra la linea di porta e l’avversario, impotenti. Il portierone del Bayern, invece, quando decide (spesso) di uscire fuori dai pali per anticipare l’avversario si avventa con teutonica freddezza ma soprattutto con gran coraggio: presa la decisione, non serve ripensarci. Sicuramente gli è costato qualche errore, peccato di gioventù, in carriera, ma il risultato è impressionante e sotto gli occhi di tutti.

Il Mondiale di Brasile ha definitivamente consacrato il tedesco, facendolo conoscere al grande pubblico di tutto il mondo, con le sue uscite da centrale difensivo (come vediamo in foto contro l’Algeria), in strepitose parate fra i pali, rendendo estremamente frustrante il lavoro degli attaccanti avversari, e in un’impostazione di gioco da playmaker vero, che potrebbe giocare in più dell’80% delle squadre del mondo da titolare in altri ruoli.

Per questo possiamo dire che, nonostante il malcontento che questa affermazione può scatenare nella pubblica piazza italiana, Manuel Neuer meriterebbe il Pallone d’Oro, molto, probabilmente più di quanto l’abbia meritato Gianluigi Buffon nel 2006. Tante volte abbiamo parlato di quanto sarebbe stato un gesto dovuto far vincere il più grande riconoscimento individuale al portierone azzurro nell’anno in cui è stato premiato il ministro della difesa Fabio Cannavaro, tante volte abbiamo detto che si sarebbe meritato un posto nell’Olimpo accanto a Lev Jašin, unico portiere al momento ad aver vinto l’ambito riconoscimento. Negli ultimi due anni abbiamo assistito, cosa che credevamo impossibile (o almeno molto difficile così nel breve periodo) all’ascesa di un portiere incredibile: un grandissimo, come il collega italiano, fra i pali, secondo a nessuno per reattività, ma bravissimo nelle uscite (da sempre pecca, soprattutto con l’avanzare dell’età, del capitano della Juventus), che ne fanno probabilmente il portiere più completo mai visto su un campo da calcio.

di Andrea Martelli

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