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“Bentornato un c…”. Diciamo che Regina Baresi, figlia di Beppe, non ha esattamente gradito il ritorno in nerazzurro di Roberto Mancini, affidando a Twitter (prima di cancellare il tweet) la propria rabbia per la mancata (pare) conferma di papà Beppe nello staff del neo-tecnico interista.

Che Beppe Baresi sia un pezzo di storia dell’Inter non è in dubbio e ci sono 37 anni di militanza in vari ruoli a testimoniarlo. Però non è questo il modo di reagire. Per almeno due motivi. Il primo è il più ovvio. Mancini, come qualunque allenatore al mondo, ha tutto il sacrosanto diritto di scegliersi il suo “secondo”e il suo staff, perché anche da tali scelte passano i risultati e le conseguenti responsabilità di un tecnico. In più le parole di Regina Baresi, sicuramente dettate da una reazione istintiva e dall’amore nei confronti del padre, cozzano terribilmente con quello che è sempre stato lo stile di Beppe Baresi. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, mai una scorrettezza. Baresi ha sempre avuto un’eleganza, cui queste parole non fanno onore.

Di certo si sarà trattato di un momento di rabbia, però è il caso che in Italia e soprattutto in quella calcistica, si comincino ad accettare le decisioni. Ovvio si può dissentire e criticare ma è il momento di abbassare i toni. E Regina stia tranquilla, perché il posto nella storia dell’Inter di Beppe Baresi, non sarà cancellato per una scelta tecnica qualsiasi.

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