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Pirlo e Verratti, entrambi assenti contro la Croazia per infortunio: all’Italia è mancata la regia a centrocampo

Un buon pareggio strappato dall’Italia in quel di San Siro: Croazia superiore, nonostante la perdita di Modric, per gran parte della partita, migliore nel palleggio e nel pressing, con più del 60% di possesso palla, dato imbarazzante se pensiamo che gli Azzurri giocavano in casa davanti a 60.000 persone. La partita è stata decisa a centrocampo dalla squadra di Kovac: Rakitic, Perisic, Modric prima e Kovacic poi hanno creato non pochi grattacapi al reparto guidato da Daniele De Rossi, alla centesima in Azzurro. La svolta è arrivata con il passaggio alla difesa a 4 con due esterni: El Shaarawy è stato l’uomo in grado di riequilibrare, dopo una prima parte di sofferenza assoluta, la seconda frazione della squadra di Antonio Conte. Va anche ricordato che, se guardiamo le occasioni create, la Croazia è stata pericolosa soltanto con Olic e Perisic nelle due chiusure di tempo a discapito del dominio nel possesso palla, mentre gli Azzurri hanno paradossalmente creato più occasioni: l’unica rete degli ospiti è arrivata su un errore abbastanza grossolano di Buffon.

Quello che lascia un po’ di dubbi è il funzionamento del 3-5-2 senza un vero regista: con Pirlo e Verratti assenti per infortunio si è sentita la mancanza di un vero e proprio playmaker al posto di un metodista come potrebbe essere un De Rossi o un Marchisio, soprattutto vista l’assenza di Bonucci, regista in seconda della squadra, per squalifica.

I top della partita sono stati senz’altro la coppia Chiellini-Ranocchia, bravi a disimpegnarsi sia a 3 che a 4 e ad annullare un toro come Mandzukic, Candreva, bene sia da mezzala che da esterno, El Shaarawy (l’Inter farebbe bene a preoccuparsi in vista del derby se è questo il suo stato di forma) e Pellè, bravissimo a giocare spalle alla porta e a far salire la squadra. Passi indietro per Buffon (errore grossolano), De Rossi, Marchisio e soprattutto per la coppia Immobile-Zaza, slegata e isolata dal resto della squadra. Sicuramente c’è ancora molto da lavorare in vista della qualificazione, soprattutto con un ritorno in Croazia che potrebbe rivelarsi molto complicato: urge cambiare registro o trovare un regista. Attenzione, in questa chiave, a Jorginho, uno che nel Napoli sta sgomitando per trovare spazio in mediana e che a Verona aveva mostrato grandi doti come centrale del centrocampo a tre.

di Andrea Martelli

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