SHARE

Neymar

Nel weekend senza calcio per club, inondato di gol da tutto il mondo delle varie nazionali, una storia triste ha rapito l’attenzione. La vicenda è semplice. Il neocommissario tecnico del Brasile, Carlos Dunga, ha difatto destituito Thiago Silva dal ruolo di capitano della nazionale verde-oro per mettere la fascia al braccio di Neymar.

L’ex milanista non l’ha presa affatto bene e avrebbe sorpreso il contrario. La storia è triste perché è il simbolo di un calcio romantico e rispettoso che non c’è più. In cui le gerarchie, l’anzianità e il rispetto vengono messe da parte in virtù di chissà quali logiche. Forse marketing, di certo il giovane fenomeno brasiliano ha più appeal, anche sullo sponsor tecnico. Forse un tentativo di responsabilizzarlo, ma in quel caso Dunga avrebbe fatto bene a parlarne con Thiago Silva e a spiegargli le sue ragioni. Ma quello che intristisce di più è il comportamento di Neymar. Lui per primo avrebbe dovuto rifiutare la fascia di capitano per rispetto nei confronti di un calciatore più “anziano” e, quasi sicuramente, più adatto di lui a guidare una nazionale come il Brasile. Purtroppo però non c’è da sorprendersi, perché il calcio che piaceva a chi scrive e probabilmente a chi legge, ormai è semplicemente finito.

SHARE