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Marcello Lippi ha concesso un’intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” dove analizza il momento attuale della Nazionale e quello che sarà il proprio futuro dopo aver vinto recentemente il suo terzo campionato cinese di fila con il Guangzhou Evergrande, del quale non sarà più allenatore (la panchina è ora di Fabio Cannavaro) ma direttore tecnico.

AZZURRI, FUTURO ROSEO – Lippi ha dichiarato su Italia-Croazia di domenica scorsa: “La prestazione degli azzurri non è stata eccezionale ma la squadra ha comunque mostrato compattezza ed umiltà, si vede che c’è unità di intenti tra i giocatori di Conte e questo è un ottimo segnale per le prossime partite. Su Antonio non credevo che potesse approdare così presto in Nazionale, spesso ci sentiamo ma io ovviamente non mi permetto di dargli consigli visto che lui è tra i migliori tecnici in circolazione. Balotelli? Convocarlo è stata una mossa saggia, Conte lo ha potuto valutare e non ha tenuto conto di un Mondiale negativo in cui però non solo Mario ha fatto male. E poi questo ha aiutato a migliorare alcune dinamiche di spogliatoio, alcuni giocatori poi rendono di più con un allenatore piuttosto che con un altro”.

IL GRANDE ERRORE E IL GRAN RIFIUTO ROSSONERO – Lippi commenta anche quello che ai tempi fu il suo ritorno alla guida dell’Italia: “Dopo la fantastica impresa a Germania 2006 fu giusto lasciare, poi però la Federazione mi richiamò ed io stesso ero convinto di aver compiuto un lavoro a metà, ma dopo che vinci un Mondiale non si può riprendere come se niente fosse. Mi sono pentito di essere tornato. Prima di rivestire i panni di ct, Galliani mi propose di allenare il Milan, gli dissi solo due parole: “Non posso”, per un motivo ben preciso che ancora oggi non mi è dato svelare”.

VOGLIA DI EUROPA – Lippi parla di quello che sarà: “Adesso sono passato dalla panchina alla scrivania, so poi che quando anche questa nuova esperienza con il Guangzhou finirà avrò nostalgia del calcio dopo soli due mesi e proverò tanta voglia di rimettermi ancora una volta in gioco. Penso a quel punto che sarebbe bello accettare di allenare qualche Nazionale, preferibilmente del nostro Continente, proprio perché non ho mai preso parte ad un Europeo“.

CORSA A TRE – Per concludere Lippi dice la sua sullo scudetto: “Dico Juventus: ha sempre qualcosa in più; Allegri con il suo equilibrio è l’ideale per guidare un ambiente messo in costante motivazione dal martello pneumatico Conte, anche se la Roma è forte e ha voglia di vincere e poi c’è il Napoli che ha cominciato a correre forte, dimostrando di aver superato i problemi psicologici di inizio stagione”.

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