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Ci sono partite nel calcio che profumano di storia, di amore, di rivalità, addirittura di politica, eventualità più triste che altro, il più delle volte. Scozia-Inghilterra è il “meltin’pot” perfetto di questa categoria. Scozia-Inghilterra rappresenta l’ennesimo campo di battaglia, episodio della storia, in cui queste due popolazioni finiscono per fronteggiarsi, dalle radure britanniche con le armi ai verdi prati “pallonari”, il tutto attraversando un “buco cosmico” di tempo che annovera più di mille anni di storia.

SCOZIA-INGHILTERRA, GLI ALBORI STORICI Nate entrambe come terre di conquista romana, sia l’una che l’altra sono riuscite con l’andare del tempo a liberarsi dalla scomoda presenza italica, dando luogo a proprie istituzioni politiche nazionali. Più che nazioni vere e proprie, almeno in prima battuta, si può parlare di popolazioni con una fortissima identità, già delineata nel passato, che si sono trovate a collidere più e più volte nella propria storia a partire dagli scambi etnici in antichi passati, fino a vere e proprie guerre all’inizio del secondo millennio. Proprio dal 13° secolo iniziano i contenziosi più importanti, con la corona inglese che inizia a “premere” sulla Scozia, con Enrico II Il Plantageneto a rivendicarne l’annessione, atto che fu sancito in maniera vera e propria dal suo successore Edoardo I che riuscì nell’impresa di trasportare la “Pietra del Destino” da Scone a Londra, ponendo Giovanni di Warenne a governatore di Scozia. Ma i moti veri e propri non si fecero di certo attendere: a seguito di una grande disputa sulla linea di discendenza del trono scozzese, dalla quale uscirà vincitore John Balliol, sempre Edoardo I invase la Scozia deponendo proprio Balliol, reo di aver stretto buoni rapporti con la Francia, nemica giurata degli inglesi; proprio in questo momento si erge il più grande eroe scozzese: William Wallace. Il Guardiano del Regno, capace di fermare per ben due volte le milizie inglesi prima a Stirling Bridge, poi nel  Northumberland, imprese che gli valsero il titolo sopracitato e due anni dopo la forca a seguito della sconfitta a Falkirk, con i suoi capaci però di prendersi la rivincita nella battaglia di Bannockburn, dove l’esercito di Robert Bruce riuscì nell’impresa di sconfiggere Edoardo II, con tanto di composizione della ballata “Flower of Scotland”  l’inno attuale della Scozia.

SCOZIA-INGHILTERRA, LA STORIA DEGLI ACCORDI Di lì in poi 500 anni fatti di storia, accordi e di ingerenze della cultura inglese in quella scozzese. Con la classe dirigente della Scozia sempre più avvicinata da quella di sua maestà, con l’annessione vera e propria al Regno di Gran Bretagna sancita nel 1707 ratificata dal parlamento scozzese, in seguito alla quale fu creata anche la famosissima “Union Jack”, la bandiera britannica. Proprio le continue ingerenze nella vita mercantile della Scozia da parte dell’Inghilterra tendevano a minare l’identità di nazione tipica delle popolazioni scozzesi, il che portò profondo malcontento nella vita sociale della nazione britannica di allora. E’ dalla rivoluzione industriale in poi che la Scozia inizia, piano piano, a riprendersi il suo palcoscenico, l’esplosione demografica e la fervente vena di molti scrittori e studiosi della cultura scozzese riuscirono nell’impresa di mostrare al Mondo intero la particolarità e l’identità di un popolo profondamente diverso da quello inglese; un ambito romantico e appassionato, ben lontano dal lato moderno della cultura tipicamente “british”. Nel 20° secolo poi la cultura indipendentista conosce un boom importante, dopo i due conflitti mondiali, in cui la Scozia fece la sua parte mettendosi al servizio dell’industria bellica inglese, cresce infatti la volontà di rappresentanza del popolo delle Highlands, ormai stufo di una classe dirigente legata indissolubilmente con i “poteri forti” di sua maestà; ecco allora arrivare il 1999 con le prime elezioni dell’Holyrood (parlamento scozzese) con il Partito Nazionale di Salmond capace di prendersi la maggioranza dei voti, cosa questa ribadita anche nel 2007 (47 seggi conquistati) e l’entrata al Parlamento Europeo con due seggi. Con la vena indipendentista culminata nel referendum per la secessione dal Regno Unito dello scorso settembre, terminato con il 55,3% di contrari alla secessione, con tanto di “Union Jack” decisamente sorridente, a fronte di un’Inghilterra nettamente in apprensione, tanto da vedere borsa e titoli azionari britannici in fase di stallo per diversi giorni.

SCOZIA-INGHILTERRA, IL CALCIO Si va dalle debacle inglese a Wembley 1-5 del 1928 per mano, anzi per piede, di Alex Jackson, capace di una tripletta con quelle parole famose firmate Alex James “Avremmo potuto segnarne dieci”, fino alla vittoria dell’Inghilterra nei Playoff  di Euro 2000 con la vittoria dei “Leoni di sua maestà” in trasferta per 0-2 grazie ad un grandissimo Paul Scholes (doppietta per lui), e un David Seaman capace, nel ritorno, di murare la porta inglese concedendo un solo gol alla Scozia su incornata di Don Hutchinson. Sempre David Seaman fu eroe 3 anni prima di un altro Scozia-Inghilterra, parando un rigore a McAllister e sancendo, insieme alle reti di Alan Shearer e Paul “Gazza” Gascoigne, il passaggio al turno successivo ai quarti di finale contro la Spagna. Stasera sarà spettacolo e calcio, sperando che si possa parlare solo e soltanto di quello, la sfida è ad alto rischio, Scozia-Inghilterra, se siete arrivati a leggere fino a qua, non è un partita come le altre, dovreste averlo inteso, i capigruppo del tifo si sarebbero addirittura dati appuntamento per i tafferugli comunicando tra di loro con i Social Network, le forze dell’ordine attendono l’arrivo di 5000 tifosi inglesi e stanno predisponendo il tutto perchè non ci siano problemi come in passato, proprio in quel 1999 con ben 230 arresti tra entrambe le fazioni. L’augurio di MaiDireCalcio è quello che il calcio sia tale, con il livore e la passione che solo la storia è capace di raccontare, degno di combattenti dell’antico passato come William Wallace, o di quello più recente come Gascoigne, ma che il tutto possa risolversi senza atti di violenza che finirebbero per rendere il tutto molto, anzi troppo, indigesto.

Stefano Mastini

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