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totti champions

Premiato ieri a Milano avendo vinto il Premio Giacinto Facchetti, il capitano giallorosso Francesco Totti ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco quanto dichiarato dal numero 10 capitolino:

Nell’ultima partita lei si è arrabbiato con Garcia per la sostituzione.
“È stato un episodio istintivo. La partita dopo ero fuori per squalifica, il Torino non giocava più, sentivo odore di gol e così ci sono rimasto un po’ male. Sono cose che capitano, però finiscono lì. Nello spogliatoio ci siamo chiariti subito”.

Sembra che abbia più voglia di segnare adesso di quando ha cominciato a giocare.
“Non credo, mi è sempre piaciuto, anche se prima pensavo più agli assist”.

Scambierebbe la sua Scarpa d’oro con un altro scudetto?
“Sì”.

E la Coppa del Mondo per la Champions League?
“Ci devo pensare… Però potrei”.

Le ha fatto più male il 7-1 con lo United o l’1-7 col Bayern?
“Quello di Manchester. Non me l’aspettavo. In casa avevamo vinto bene, pensavo che potessimo arrivare in semifinale, invece siano entrati nella storia in quel modo. Col Bayern sapevo che avremmo potuto perdere, certo però non così. E poi Neuer è un fenomeno”.

Da Pallone d’oro?
“Sì, ma dovrebbero darne uno per reparto, perché se no alla fine vincono sempre Messi e Cristiano Ronaldo”.

Ma non deve inaugurare il nuovo stadio?
“Se si fa. Alle brutte ci vado come spettatore. Tanto è vicino casa mia”.

Ma se vincete lo scudetto, li apriranno i varchi per festeggiare in centro?
“Se non li aprono, li apriamo noi”.

Magari gioca pure al Colosseo come vuole Pallotta.
“Sarebbe bello anche solo palleggiarci dentro, ma mi sa che sarà impossibile”.

Parlandole, ci sembra che l’amarezza del dopo Juventus sia un po’ passata: non giocate più per il secondo posto, ma per lo scudetto.
“Sì, siamo usciti allo scoperto: il nostro obiettivo è vincere. La squadra è ancora più forte dell’anno scorso e Garcia, cioè il capo, dice che siamo meglio della Juventus. Poi però sta a noi dimostrarlo”.

E il Napoli?
“È la terza forza: sarà un duello tra Roma e Juventus”.

Pallotta ha usato molto fair play dopo la partita di Torino: le è mai venuta voglia di fargli un breve riassunto di storia arbitrale secondo l’ottica giallorossa?
“Penso che il presidente se li sarà fatti fare, se no agli ultimi vent’anni ci posso pensare io”.

Le è venuta voglia di rispondere alle frecciate di Nedved e lady Agnelli?
“Sì, ma sono un signore. E rispetto le donne”.

Chi è il giocatore più forte della Serie A?
“Tevez”.

Ci ha fatto caso? Allenano Mancini, Guardiola, Montella, Inzaghi: al netto della voglia, a lei cosa manca per farlo?
“Sa che ne parlavo proprio pochi giorni fa con un amico? Ho detto: Lo stanno facendo tutti, mi sa che alla fine toccherà anche a me. Magari comincio con i ragazzi, anche se adesso forse non c’è neppure bisogno. In fondo, chi ha giocato al mio livello non ci mette molto a imparare”.

Allora il suo sogno diventerà allenare la Roma.
“Mi piacerebbe, ovvio”.

Più facile passare il turno di Champions o vincere lo scudetto?
“Passare il turno di Champions”.

Le fa più paura o più sorridere pensare che Lotito adesso è l’uomo forte del calcio italiano?
“Più sorridere, ma non penso a lui. Penso a vincere il derby”.

In questo momento storico, la sfida con la Lazio è la terza partita più importante dell’anno?
“Sì, ma potrebbe essere anche la prima, dipende dalle situazioni”.

Sabato però dovrà fare il tifo per i cugini: giocano contro la Juventus.
“È dura, non so se ce la faccio. Diciamo che come va va”.

Visto che ha intenzione di giocare ancora qualche anno, magari potrebbe dire a Sabatini se portasse Jovetic un po’ prima, così potreste giocare un paio d’anni insieme.
“Non sarebbe male… Ma io l’ho sempre detto: più campioni arrivano, meglio è”.

Quando lei sarà allenatore, magari le toccherà metterlo in campo come è successo due giorni fa a Zidane.
“Lo farei solo se lo meritasse. Comunque un certo disagio di sicuro me lo creerebbe, ma Cristian non mi darebbe mai problemi, è un buono. Sa che mi ha fatto un paio di settimane fa? Ha portato in una cartella 64 mie fotografie perché le autografassi per tutti i suoi amici. Gli ho detto scherzando: Una volta va bene, ma nun lo fa più…”.

fonte: La Gazzetta dello Sport – Cecchini

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