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41 anni, napoletano di nascita ma sardo d’adozione. Umile, diretto e vincente. È l’identikit di Mario Petrone, allenatore del glorioso Ascoli attualmente in vetta alla classifica del girone B di Serie C con tre punti di vantaggio sul Pisa. Un allenatore come tanti? Non proprio.

Il “nuovo Colantuono”, come è stato già ribattezzato, porta in dote un record che, a meno di improbabili accadimenti, lo farà entrare nella storia. Nel 2014, infatti, l’allenatore campano ha trascorso ben ventiquattro giornate in vetta alla classifica, prima col Bassano e poi con l’Ascoli. Nell’anno solare nessuno è stato in cima alla classifica di un campionato professionistico quanto lui, nemmeno Antonio Conte, giunto a quota diciannove con la Juventus ma impossibilitato a raggiungere l’allenatore del Picchio visto il suo passaggio in Nazionale. Impossibile che a raggiungerlo sia Iachini (sedici giornate da capolista col Palermo), difficilissimo per Brini, in vetta col suo Benevento da 13 giornate, o Castori (nove presenze in cima alla graduatoria col Carpi).

IN GIRO PER L’ITALIA – Nato a Napoli il 20 marzo 1973, Mario Petrone trascorre l’intera carriera in giro per l’Italia, partendo dalle isole: prima Capri, poi la Sardegna (guidando Calangianus e Tempio), terra che gli è entrata nel cuore e dove risiede da 15 anni. Dopo una positiva esperienza estera a Malta (sesto posto in Premier League e finale di Coppa di Lega con il St.Joseph), il folgorante ritorno in Italia, con la Nuorese, presa in D e condotta sino ai playoff di C2. Petrone ha poi contribuito alla promozione del Lumezzane dalla C2 alla C1 prima di trasferirsi a San Marino (solo 5 mesi nel 2009). La parentesi al Sanluri, in D, con la squadra trascinata dall’ultimo al secondo posto, funge da trampolino per il ritorno nel professionismo, di nuovo a San Marino. Sul monte Titano Petrone si afferma come uno dei migliori tecnici emergenti, guadagnando a sorpresa i playoff al primo tentativo e una clamorosa promozione in C1 al secondo. Poi la favolosa esperienza dello scorso anno al Bassano, dove plasma una vera e propria macchina da “guerra” capace di vincere con autorità campionato e Supercoppa di categoria. Ora l’Ascoli, che Petrone ha già “marchiato” a fuoco: solida linea a 4 dietro, due mediani di sostanza in mezzo e tanta fantasia davanti, con i vari Berrettoni, Perez, Mustacchio e Chiricò chiamati a scardinare le difese avversarie. Per il momento l’idea tattica del mister napoletano ha dato i frutti sperati: 7 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta, per un totale di 26 punti, tre in più del Pisa. La macchina ascolana va dunque alla grande, anche per merito del suo pilota, un allenatore umile e capace come pochi, pronto più che mai al grande salto in cadetteria.

di Lorenzo Palmieri

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