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Delio Rossi

delio rossi

Altro giro, altra corsa per MaiDireCalcio, questa volta è Delio Rossi a rispondere alle nostre domande, l’ex allenatore di Sampdoria, Atalanta, Lazio, Fiorentina e Foggia (e molte altre) ha parlato a lungo in esclusiva sia sulla Nazionale di Conte che sul momento della nostra Serie A.

Come prima cosa una breve battuta sui fatti del Meazza, impossibile non commentare il lancio di fumogeni e il conseguente blocco della partita, di chi la colpa?
“Onestamente, sono la persona meno indicata a parlare, se non si ristruttura il modo di intendere il calcio andiamo poco lontani. E’ colpa delle leggi, se delinqui non entri più, invece da noi è un modo per monitorare certa gente. Penso che ci debba essere di esempio quello che hanno fatto gli inglesi, con regole ferree, dopodiché viene bloccato chi delinque. Dobbiamo fare regole certe e farle rispettare, se si delinque allo stadio lo si fa anche fuori. Quindi direi regole certe e severe da far rispettare”.

Passiamo adesso al calcio giocato, la Nazionale di Conte: risultati in calo, discorso fisiologico o mancanza di interpreti di livello?
“Conte è un vero e proprio allenatore, un po’ come Sacchi, sta facendo l’allenatore per nazionale, crede molto nel suo sistema di gioco, il 3-5-2 che intende lui richiede determinati tipi di giocatori come esterni che sappiano fare determinate cose, due centrocampisti interni in un certo modo. Diciamo che adesso il nostro campionato e i nostri giocatori non sono proprio del livello giusto per il 3-5-2, la Serie A non sta esprimendo qualcosa di livello, soprattutto in questa generazione nuova, ci sono giocatori anziani che stanno facendo grandi cose (Pirlo, Totti), in un certo senso il momento della Nazionale è lo specchio della Serie A.

Il modulo 3-5-2, è adatto ad una selezione nazionale moderna?
“C’è un errore di fondo, non è il modulo che ti fa essere moderno, se si gioca sopra ritmo vanno bene tutti, dipende dagli interpreti, se si gioca come il Bayern Monaco si può fare tutto, se si ha gente come Robben, Xabi Alonso davanti alla difesa, Lewandoski punta, insomma dipende dai giocatori”.

Sempre sul 3-5-2, questa volta in ottica campionato, l’Inter di Mancini continuerà sulla strada intrapresa da Mazzarri o cambierà modulo/uomini?
“Ci sono allenatori che si sentono più sicuri con determinati sistemi di gioco, Zeman ad esempio gioca 4-3-3, se dai Pastore a Zeman lui lo mette esterno, Benitez preferisce il 4-2-3-1 con un determinato tipo di gioco sulle fasce, con gli esterni capaci anche della fase difensiva, in tal senso l’infortunio di Insigne potrebbe dare qualche problema, dovranno essere adattati dei giocatori magari non proprio adatti per quella zona di campo (De Guzman). Mazzarri è caratterizzato, ha sempre giocato con il 3-5-2, lo dice la sua storia. Mancini passerà a 4 perchè la difesa la sente più sua, come in tutti i sistemi di gioco ci sarà qualcuno che si troverà meglio e chi peggio. Penso comunque che chi entra in corsa debba ridisegnare al meglio la squadra per quello che ha, e per quello che vedo non ha molti esterni di attacco, escluderei quindi il 4-2-3-1, sarei orientato per il rombo”.

Juventus-Roma, duello infinito, chi crede vincerà lo Scudetto se dovesse puntare un euro?
“Non gioco nemmeno al gratta e vinci. Sono un irrazionale di natura. Sicuramente la Roma si è avvicinata, il gap è diminuito però ha la coppa e se va avanti lì ha meno possibilità di insidiare la Juventus. Sicuramente i giallorossi sono più completi quest’anno, però la scorsa stagione Garcia poteva preparare una partita alla volta, ammortizzare gli infortuni, mentre ora deve mettere tutto in conto, basti pensare al recente stop di Yanga Mbiwa o all’assenza di Castan. La Juventus è più abituata al doppio impegno. Dal punto di vista tecnico possono essere pari, prendendo in considerazione l’ampiezza della rosa metterei avanti comunque la Juventus”.

Battaglia totale dietro, quale squadra è la più accreditata per il 4° posto?
“C’è un lotto di squadre, il Napoli potrebbe rientrare in tale ottica, però se continua con il turnover potrebbe arrivare anche secondo, la squadra di Benitez ha un organico incredibile. Le altre se fanno il loro possono arrivare 3°/4°, stiamo parlando di Lazio, Milan, Inter, ma anche di Fiorentina e Sampdoria. Lazio e Sampdoria, in particolare, non hanno competizioni europee e possono vantare un organico importante, però sono squadre che “se tutto va bene” arrivano 3°/4° altrimenti sono 7°/8°”.

Discorso sui singoli, chi è il migliore giovane della Serie A ad ora, italiano e non?
Romagnoli, mi ha colpito quest’anno, l’ho osservato a Roma da esterno, quest’anno mi ha impressionato da centrale, non ci sono molti in Italia come lui. Come straniero invece dico Callejon, anche se magari non rientra nella categoria, si è confermato sui livelli dell’anno passato”.

Chi invece ci stupirà di qui alla fine del campionato?
“Sicuramente Iturbe, non ha ancora dimostrato a pieno le sue capacità, è un giocatore importante, ha delle fluttuazioni, alti e bassi, ma è un procedimento di crescita tipico dei giovani. Ha comunque le caratteristiche per essere un giocatore di livello”.

Da chi si sarebbe aspettato di più?
“Non avendo sottomano elementi giusti e coerenti sarei superficiale, preferisco non rispondere non avendo un quadro globale della situazione dei vari giocatori”.

Quale esperienza ripercorrerebbe della sua carriera e quale no?
“Beh, non mischierei nuovamente il cuore con la ragione, non tornerei quindi ad allenare il Foggia, in quella città ho conosciuto mia moglie, ho creato una famiglia, sono nato professionalmente lì e cercavo sempre di dare di più. Non rinnego nulla della mia carriera, ogni esperienza mi ha formato insegnandomi molto, ad esempio non volevo andare a Bergamo, mentre una volta lì è stato un bel momento per me”.

Stoccata finale sulla Samp, ultima sua squadra in A, come ha visto l’arrivo di Ferrero?
“L’arrivo di Ferrero? Non ho elementi di giudizio, non lo conosco direttamente. L’avvento del nuovo porta sempre entusiasmo, e Ferrero si può dire abbia portato quello in casa doriana, lo stesso vale per gli altri nuovi presidenti come nel caso del Cagliari o dello stesso Thohir.

Stefano Mastini

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