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La Serie A ritorna. La pausa per la nazionali ha da sempre questo effetto, farci amare in maniera incondizionata il ritorno alle partite delle 20 squadre nostrane, ai campi preferiti, alle proprie maglie di competenza, ci incastrano poco o nulla i risultati e le prestazioni altalenanti della formazione azzurra allenata da Antonio Conte, questo tipo di sentimento è infatti largamente diffuso nella mentalità di ogni tifoso del “belpaese” che sa amare all’infinito la squadra del cuore e vedere come specchietto, abbastanza, lontano la maglia della nazionale. Fiorentina e fiorentini non da meno, anzi, forse proprio a Firenze c’è stato, e sempre sarà, una sintonia elevatissima con la propria squadra tanto da definirla “la propria nazionale”; ecco allora che il “circo” si riapre, per i viola c’è l’Hellas Verona di Mandorlini, cliente scomodo, squadra che può vantare addirittura un punto in più in classifica rispetto ai toscani.

FIORENTINA SENZA PAURA 13 punti in 11 gare, il ruolino di marcia della Fiorentina di Vincenzo Montella si può dire tutt’altro che “sperato” e soddisfacente. Soprattutto ad essere sotto accusa sono le prestazioni, se è vero infatti che la viola ha deluso per quanto riguarda i risultati e i punti ottenuti, a fronte magari di sforzi offensivi importanti, non si può dire che ci sia stata una vera e propria svolta dal punto di vista del gioco, molto, troppo, “incastrato” dalla ricerca continua del risultato con pause e amnesie che, alle volte, sono risultate fin troppo gravi, tanto da “gettare alle ortiche” il poco di buono fatto intravedere finora. La parola chiave è “paura”. Paura di prendere gol, paura di dettare il passaggio importante, paura di saltare l’uomo, paura soprattutto di non perdere. Non è un caso che Montella stesso si sia ritrovato più volte nelle conferenze stampa nei postpartita a parlare di “spensieratezza”, “calo psicologico”e quant’altro; la sua Fiorentina per tornare ad essere competitiva, come negli anni passati, deve saper ricongiungersi con quella capacità di donarsi “anima e corpo” alla fase offensiva, senza stare troppo a guardarsi le spalle, pensando che fare un gol in più rispetto all’avversario risulta essere importante quanto prenderne uno in meno, il tutto ai fini del risultato (poi è chiaro che bisogna saper leggere le situazioni e i momenti della partita). Proprio a Verona, contro il Chievo, l’anno scorso ci fu la svolta della stagione gigliata, con quel 3-5-2 varato nella ripresa che diede il giusto input ai viola permettendo agli uomini di Montella di portarsi a casa 3 punti dopo che i gialloblu erano andati in vantaggio sull’unico tiro della loro partita. Da Verona deve ripartire la scalata della Fiorentina alle posizioni che contano, il tutto puntando al bersaglio grosso, non cercando di “non prenderle”, bensì procacciando il risultato pieno, i 3 punti.

FIORENTINA ANTI HELLAS La formazione migliore sembra essere il 3-5-2, o un 4-3-3 mascherato (modulo che però obbligherebbe i giocatori a fare una partita “sopra ritmo”). Difesa con lo zoccolo duro composta da Gonzalo Rodriguez, che deve farsi perdonare le ultime uscite decisamente incerte, Savic, il miglior difensore viola di questa stagione, e uno tra Basanta, Richards e Tomovic, con il primo che potrebbe dare quella sicurezza ed esperienza giusta per completare il reparto difensivo, anche se l’ex Manchester City avrebbe le carte (fisiche e altetiche) giuste per incidere. A centrocampo spazio alla “nube viola” con Pizarro, Borja Valero e Aquilani a riformare il trio delle meraviglie che fatto le fortuna della Fiorentina di Montella, con Cuadrado a destra e uno tra Marcos Alonso (più difensivo) o Vargas (più propulsivo). In avanti l’artiglieria pesante: Gomez e Babacar. Due punte di peso che però sanno abbinare corsa e forza fisica, e che si sono dimostrati presenti anche nel pressing a centrocampo e nel recupero di palla. Senza dimenticare dei possibili ricambi in panchina, sia Marin che Ilicic potrebbero essere delle validissima soluzioni a partita in corso, sebbene lo sloveno non abbia incantato nelle ultime partite in cui è stato schierato dal primo minuto, mentre si è reso pericoloso a partita avviata; per il tedesco ex Chelsea invece sembra essere una questione di forma, non appena avrà i 90 minuti nelle gambe Montella lo potrebbe rischiare anche dall’inizio. Insomma la Fiorentina ha tutte le armi per battere la non impeccabile retroguardia veronese, resta da vedere se la voglia di raggiungere il risultato e l’offensività riuscirà a scacciar via i “fantasmi del risultato”.

 

Stefano Mastini

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