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inzaghi mancini

Inzaghi e Mancini, prima campioni sul campo e ora colleghi avversari pronti a sfidarsi come due pugili sul ring di San Siro. Per il tecnico di Jesi un ritorno ad effetto e la possibilità di accendere di nuovo l’amore con i tifosi nerazzurri dopo la brusca rottura del 2009; per il rossonero il primo derby da allenatore vissuto con l’adrenalina a mille come quando era protagonista in campo. Una partita attesa da entrambi e carica di significati. Pippo ha scaldato l’aria chiamando a raccolta i tifosi del Diavolo, il Mancio punta sul riscatto della sua nuova squadra. Entrambi vogliono vincere anche per dare un segnale. Un segnale che va oltre la mera vittoria sportiva: il rossonero vuole respingere le critiche dei colleghi più esperti, il nerazzurro ha accettato la sfida e vuole plasmare una rosa non voluta da lui per cancellare finalmente i dubbi sulle sue capacità.

Due allenatori accomunati da un debutto in panchina tempestato da critiche e perplessità. Era il 2001 e a stagione il corso la Fiorentina affidava la sua panchina al primo dei non-allenatori, Roberto Mancini. La scelta suscitò molte polemiche dal momento che, oltre a non aver l’abilitazione per allenare in prima categoria, il Mancio era già stato in precedenza tesserato con la Lazio dove era il secondo di Eriksson. Due negazioni però non portarono ad alcun provvedimento nei suoi confronti e senza problemi burocratici riuscì a condurre i viola alla vittoria della Coppa Italia. Ma tutti a partire da Ancelotti e Ulivieri criticarono quel palese aggiramento delle regole che penalizzava i professionisti usciti, dopo averla frequenta con successo, dalla Scuola allenatori di Coverciano.

L’Inzaghi allenatore allo stesso modo sembra non convincere i maestri più esperti. Il primo a bocciarlo è stato Lippi che qualche giorno fa ha dichiarato “Inzaghi allenatore? E’ vero che alcuni giocatori che ho allenato sembravano poter intraprendere subito la strada da tecnico. Ma per fare l’allenatore ci vuole un attenzione e una predisposizione particolare”, sulla stessa frequenza anche Zeman che senza mezzi termini ha dichiarato “Inzaghi ha allenato la Primavera, ma non ha un’esperienza tale per dirsi pronto per la Serie A. Ha voglia, si impegna tanto, ma l’esperienza pesa nel giudicare i momenti” .

Inzaghi e Mancini sono pronti. Allenatori senza gavetta a caccia di una vittoria per convincere pubblico, media e colleghi.

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