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“Cattivi esempi per i giovani” con queste parole il presidente del Genclerbirligi ha deciso di multare tutti i giocatori “colpevoli” di avere una barba lunga e che non abbiano intenzione di radersi. Per il patron Ilhan Cavcav “Sono sportivi, non vanno ad una scuola per imam“. 

Al bando le barbe alla Moscardelli o Arda Turan. La barba lunga da qualche tempo è diventata simbolo dell’uomo moderno ma all’ottantenne Cavcav sembra non piacere. Tra i giovani turchi musulmani ortodossi è infatti una sorta di moda portare la barba lunga. E secondo molti i giocatori di calcio farebbero una sorta di propaganda.

Cavcav aveva provato a instaurare la rasatura coatta nella federazione di calcio turca ma lui stesso ha spiegato  “Il presidente della Federazione mi ha risposto che non poteva imporre un divieto del genere perché la UEFA non glielo avrebbe permesso” , ora quindi prova a far rispettare le regole nel suo club: multa di 25 mila lire turche (circa 9 mila euro) per chi porta la barba lunga come gli imam. Ma poi ci ha ripensato: “Ognuno è libero di vestirsi come vuole e professare la religione che preferisce. Non punirò nessuno in base all’aspetto, penso solo che dovrebbero aver più cura di se stessi”.

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