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goossens genoa

Ci spingiamo molto lontano nel tempo quest’oggi, andando ad inoltrarci nel calcio italiano tanto rimpianto degli anni ’90, quello per fare qualche nome dei vari Weah, Zidane, Djorkaeff, dei giovani Crespo e Thuram e di un rampante Alex Del Piero. Ma ovviamente non parleremo di nessuno di questi campionissimi bensì di un giocatore che sui campi della nostra Serie A non ha mai messo piede. Si tratta di Michael Goossens, attaccante belga transitato per un solo anno al Genoa, dove tra l’altro non si comportò nemmeno male alla luce dei 12 gol messi a segno in 36 presenze. Le gioie il buon Goossens le avrà in pratica soltanto all’amato Standard Liegi, il club della vita, dove giocherà in due riprese per 9 anni complessivi.

ATTACCANTE STANDARD – Goossens viene al mondo il 30 novembre 1973 ad Ougrée, nella regione Vallonia della provincia belga di Liegi, e proprio lì va a giocare giovanissimo nel 1989 tra i ranghi dei rossoneri del Seraing, squadra poi assorbita dallo Standard nel 1994 per problemi economici. Proprio lì il futuro genoano aveva anche militato nel settore giovanile prima di essere promosso in prima squadra e dopo essersi spostato dal vivaio del Tilleur. Nel 1989/90 Goossens fa il proprio esordio nel calcio professionistico, vedendo il campo poche volte a causa della giovane età che ne faceva al massimo un rincalzo in sporadiche occasioni, ma la punta riesce a ben figurare con 3 gol in 6 partite, e l’anno dopo avviene il grande salto allo Standard Liegi, tra i club più titolati del Belgio, dove Goossens riesce a lasciare il segno fino al 1996 con 41 gol in 136 apparizioni.

UNO PER TUTTI – Goossens è famoso per aver fatto parte dei cosiddetti “Tre Moschettieri” dello Standard assieme agli allora compagni di squadra Philippe Léonard e Régis Genaux (ex Udinese e scomparso nel 2008 a 35 anni per una insufficienza cardiaca). Con loro si unì anche l’italo-belga Roberto Bisconti, che dalle nostre parti ha giocato con modesti risultati al Monza nel 1997/98. Ma nonostante l’apporto di questi calciatori che ancora oggi godono di grande fama entro i propri confini nazionali, Les Rouches non hanno mai vinto niente in tutti gli anni ’90 e nei primi anni 2000 se si esclude la Coppa del Belgio nel ’92/93. Per Goossens l’anno prima del Mondiale di USA ’94 arriva la prima convocazione nel Belgio, tra l’altro senza mai aver vestito la maglia delle altre selezioni giovanili. L’esordio cadde in occasione di un 3-0 inflitto in trasferta a Cipro. Segnò il suo unico gol in una amichevole all’Heysel il 23 agosto 1995 contro la Germania (2-1 per i tedeschi, momentaneo pareggio di Goossens con un piatto sinistro preciso in controtempo) che l’anno dopo avrebbe vinto gli Europei inglesi, ma sostanzialmente la carriera di Goossens si può dire molto sfortunata con la propria Nazionale se si pensa che saltò per infortunio sia la Coppa del Mondo ’94 che quella ’98 in Francia, non venendo infine considerato sempre a causa di seri acciacchi fisici per gli Europei di Belgio & Olanda del 2000, ai quali avrebbe voluto prendere parte perché organizzati in casa.

BREVE MA INTENSO – Al Genoa Goossens arriva nel 1996 in una squadra che puntava al ritorno in Serie A dopo l’amara retrocessione del ’94/95 nello spareggio di Firenze ai rigori contro il Padova. I rossoblu, all’epoca presieduti da Aldo Spinelli, puntavano al ritorno in massima serie senza però centrare l’obiettivo se non nel 2007 e dopo mille peripezie. Ai tempi nella rosa allenata da mister Attilio Perotti c’erano i portieri Mario Ielpo, Gianluca Berti e Luca Pastine, Vincenzo Torrente in difesa assieme ad un giovane Davide Nicola ed all’esperto Paulo Pereira (che chiuderà la carriera alla Reggina nel ’99) oltre all’immarcescibile Felice Centofanti. A centrocampo ecco Mario Bortolazzi, Luca Cavallo, Gennarino Ruotolo, Pier Giovanni Rutzittu, Dario Morello, Filippo Masolini e Cristiano Scazzola. In attacco le bocche di fuoco erano Marcolino Nappi, Gigi Beghetto, Giovannone Pisano e l’americano Roy Lassiter. Inutile aggiungere che per Goossens non fu molto complicato imporsi come titolare. Ad un certo punto il Genoa sembra anche risollevarsi dopo un avvio in campionato con troppe incertezze e potersi inserire nella lotta-promozione per i primi quattro posti, ma alla fine dell’anno il Grifone è solo quinto e pur raggiungendo anche gli ottavi di finale di Coppa Italia l’amarezza è tanta. Certo, sarebbe stato bello vedere se fosse stato in grado di competere a questi livelli anche in Serie A, che come valori tecnici allora era di gran lunga superiore al campionato dei giorni nostri.

MAGRO RACCOLTO – Goossens dopo l’anno in Liguria emigra allo Schalke 04 potendo assaporare la scena internazionale della Coppa UEFA. Nel 1997/98 segna contro l’Inter ai quarti ma i nerazzurri si vendicano della finale persa ai rigori l’anno prima proprio contro i tedeschi ed alla fine vinceranno il trofeo nella finale tutta italiana del 6 maggio 1998 a Parigi contro la Lazio. Per Goossens con lo Schalke le reti saranno solo 5 in 51 match. Dopo il triennio in Germania c’è il ritorno allo Standard, e qui Goossens smaltisce la delusione per la mancata partecipazione ad Euro 2000 riprendendo a segnare alla grande con 33 centri in 88 partite. Dal 2003 al 2007 infine cambia sempre team ogni anno giocando in serie per gli austriaci del Grazer, rimpatriando poi al Saint-Truiden prima di passare all’Eupen e chiudere infine col calcio giocato al Bercheux. Dal 2003 al 2007 segna solo 3 gol in 56 apparizioni complessive, lasciando qualche rimpianto per non aver raccolto di più in carriera. A noi Goossens piace ricordarlo così, con il suo gol alla Germania…

 

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