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Il passato ritorna sempre, soprattutto quando poi si è i primi a rinominarlo. Questo in sostanza quanto successo a cavallo tra la giorrnata di ieri e quella di oggi tra Luciano Moggi, Andrea Agnelli e il rapporto dell’ex dirigente juventino nello scandalo di “Calciopoli“. Il numero uno bianconero ieri ha infatti rilasciato un’intervista in cui parlava proprio dell’ex dirigente “Luciano Moggi rappresenta una parte importante della nostra storia. Siamo il Paese del cattolicesimo e del perdono. Lo possiamo anche perdonare. Non può essere l’unico a pagare. Chi si è comportato allo stesso modo non può uscire con uno scudetto. Luciano Moggi è venuto allo stadio con i suoi nipotini e possiamo concederglielo. In una cerchia di 20 società c’era un modo di comportarsi che è emerso dagli atti. Lo juventino non può essere l’unico a pagare se tutti si sono comportati allo stesso modo. ‘Se sono stato l’unico a sbagliare è giusto pagare’ deve pensare lo juventino. Ma chi si è comportato allo stesso modo, non può uscire con uno scudetto in tasca. Non ci si può dimenticare di questo. A Napoli ci sono due procedimenti penali che stanno arrivando alla fine e le carte dei tribunali danno l’idea di quello che si può fare. Poi ci saranno la Cassazione ecc.. A quel punto potremo prendere una prima decisione definitiva su cosa fare in base all’iter processuale. Non ha senso parlare di prescrizione se emergono fatti nuovi. In quella stanza ci sono 20 società, non 7 miliardi” queste le parole del numero uno bianconero.

RISPOSTA DI MOGGI Non si è fatta attendere la risposta di Luciano Moggi, che ha affidato il suo pensiero a Twitter “Belle parole ma non ho niente da farmi perdonare”. Un tweet da cui si evince chiaramente come quell’estate di ben otto anni fa non sia stata affatto dimenticata e rappresenti ancora un momento importante per le persone che sono rimaste coinvolte in tale vicenda.

 

Stefano Mastini

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